
Prima di addentrarci nella disamina della situazione scuola, alla griglia di partenza di un nuovo e travagliato anno, ci sono i numeri:
- 4%: L’Italia è sotto la media UE (4,8%) per investimenti nell’istruzione rispetto al PIL; in testa c’è la Svezia con il 7,2%.
- 12 miliardi: L’incremento dell’investimento dell’Italia negli armamenti; nel 2024 la spesa era di 33 miliardi, nel 2025 è arrivata a 45.
- -33%: Il gap della retribuzione effettiva degli insegnanti della primaria è inferiore di un terzo rispetto ai lavoratori a tempo pieno.
- 40%: Su oltre 7mila edifici scolastici dei capoluoghi, nel 2024 solo il 47% disponeva del certificato di agibilità.
In Italia la scuola non è una priorità
Materialmente non esiste un bonifico che sposta i soldi dalla scuola agli armamenti, ma nei fatti è quello che accade. Le priorità del Bel Paese sono chiare: la spesa militare accelera, la sanità viene massacrata, la scuola viene lasciata al suo destino.
Parlare di definanziamento potrebbe portare fuori strada, il termine giusto è disinvestimento, così come nei servizi sociali, nell’edilizia, nella dignità della scuola. I numeri raccontano che in Italia si investe non su ciò che è importante, ma su ciò a cui si tiene. Gli ultimi rinnovi contrattuali hanno smosso le cifre ma non hanno risolto il problema. Il contratto 2025/2027 ha portato un aumento medio di 143 euro lordi al mese. L’Aran calcola che, sommando i tre contratti dal 2019-2021 al 2025-2027, l’incremento arrivi a 412euro lordi mensili. Il recupero va però letto insieme al decennio in cui, come certifica l’Ocse, il salario reale è profondamente arretrato.
Io speriamo che me la cavo
Diventare insegnante richiede una laurea, abilitazione, concorsi, formazione, anni di supplenze e trasferimenti a carico. Un docente laureato delle superiori, parte da 29.800 euro lordi l’anno e dopo almeno 35 anni di servizio arriva a 46,400.
Nel privato un lavoratore con laurea magistrale o master di secondo livello guadagna, in media, 45.416 euro.
Fatti i conti, quello che per un professore è il punto di arrivo di una lunga carriera coincide, nel privato, con la retribuzione media di un laureato magistrale.
L’Ocse afferma che i salari competitivi sono uno degli strumenti per rendere attrattiva la professione; uno Stato che affida agli insegnanti la formazione dei suoi cittadini ma che poi li retribuisce con l’elemosina, manda un messaggio sociale chiaro. In barba a Piero Calamandrei quando affermò: “L’articolo 34 sulla scuola è il più importante della nostra costituzione”.
di Sebastiano Lo Monaco



