Medio Oriente

Rubio esorta la Siria a “mettere in sicurezza” il confine con il Libano

Continua il tormentone del 2026 su chi deve, o meglio, dovrebbe attaccare Hezbollah. A tal proposito, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato mercoledì che Washington sta esortando la Siria a concentrarsi sulle sfide interne e a mettere in sicurezza il confine con il Libano, una formulazione che, secondo gli osservatori diplomatici, maschera un obiettivo più preciso: arruolare il regime siriano come strumento per combattere la guerra di Israele contro Hezbollah sul suolo libanese.

Parlando con i giornalisti, Rubio ha affermato che “abbiamo incoraggiato la Siria a concentrarsi sulle proprie sfide interne”, aggiungendo che “comprendiamo la minaccia rappresentata da Hezbollah, nemico di questo nuovo governo in Siria”.  Ha affermato che la messa in sicurezza del confine con il Libano impedirebbe il passaggio di armi “nel tentativo di destabilizzare la Siria”.

Queste dichiarazioni giungono mentre Washington si appresta a rimuovere la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, una designazione in vigore dal 1979, in quella che i critici descrivono come una ricompensa per la cooperazione di Damasco. Il Segretario di Stato Rubio ha notificato al Congresso la decisione, che entrerà in vigore dopo un periodo di revisione di 45 giorni, citando “garanzie formali” sul fatto che la Siria non sosterrà il terrorismo internazionale.

Il Presidente Donald Trump ha ripetutamente ventilato l’idea di un intervento delle forze siriane contro Hezbollah, dichiarando ai giornalisti di ritenere che sarebbe “molto efficace”. Al vertice del G7 in Francia, Trump ha affermato di aver suggerito al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu “di lasciare che la Siria si occupi di Hezbollah, perché, a essere sincero, penso che lo facciano meglio”.

Rubio omette la quotidiana aggressione militare israeliana contro la Siria

Il presidente de facto della Siria, Abu Muhammad al-Jolani, ex Al-Qaeda e Daesh, ha pubblicamente respinto l’intervento militare, affermando che “le voci che circolano su un ingresso della Siria in Libano sono completamente infondate”. Tuttavia, i media israeliani, citando fonti della sicurezza siriana, hanno segnalato una “discrepanza tra ciò che viene detto pubblicamente e ciò che accade dietro le quinte”, con piani che sarebbero in fase di elaborazione per colpire Hezbollah.

Ciò che le dichiarazioni di Rubio omettono in modo evidente è la quotidiana aggressione militare israeliana contro il territorio siriano. I raid aerei israeliani continuano a colpire impunemente obiettivi siriani. 
Solo il 16 luglio, aerei da guerra israeliani hanno sganciato ingenti quantità di ordigni sulla regione costiera siriana di Tartus, nel bombardamento più intenso dal 2012, prendendo di mira la 23ª Brigata di Difesa Aerea e depositi di armi avanzate. Le esplosioni sono state così potenti da essere registrate da apparecchiature sismiche a 820 chilometri di distanza, in Turchia.

Gli analisti avvertono che la mossa di Washington rischia di scatenare un catastrofico conflitto settario. Kheder Khaddour della Carnegie Endowment ha scritto che qualsiasi tentativo degli Stati Uniti di persuadere Jolani ad affrontare militarmente Hezbollah “avrebbe conseguenze catastrofiche”, trasformando un conflitto geopolitico in uno scontro settario all’interno del Libano e potenzialmente spingendo i libanesi a schierarsi con Hezbollah.

di Redazione

Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi