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Romania: scoperta una “prigione segreta” della Cia

Indagini europee e statunitensi hanno documentato il ruolo della Romania nel programma di detenzione segreta della CIA, mentre una sentenza del tribunale ha stabilito che Bucarest ha contribuito a facilitare l’incarcerazione illegale e la tortura dei detenuti.

La CIA ha aperto il centro di detenzione di Bucarest nel 2003 come parte di una rete di prigioni segrete istituita da Washington dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, secondo documenti giudiziari recentemente resi pubblici e un rapporto del Rendition Project del 2019.

La Romania avrebbe ricevuto otto milioni di dollari dalla CIA, seguiti da altri milioni, mentre l’allora presidente Ion Iliescu ha riconosciuto nel 2015 di aver approvato una richiesta statunitense per un sito segreto come “un gesto di cortesia in vista della nostra adesione alla NATO”. “Non ho interferito con le attività degli Stati Uniti in questo sito”, ha affermato Iliescu.

I detenuti del sito erano sottoposti a isolamento prolungato, privazione del sonno, incatenamento, esposizione a luci fluorescenti continue, costrizione a stare in piedi e altri brutali metodi di interrogatorio, come documentato dai documenti giudiziari sulle dure condizioni della struttura. Il centro era composto da sei celle progettate per disorientare i detenuti, con luci fluorescenti continue che gli valsero il nome di “Luce Luminosa”, mentre i documenti giudiziari attestavano anche posizioni di stress dolorose e alimentazione rettale forzata.

In una sentenza storica del 2018, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la Romania aveva ospitato una prigione segreta della CIA e aveva “cooperato alla preparazione e all’esecuzione” del programma statunitense di estradizione e detenzione, pur essendo a conoscenza della sua natura e del suo scopo.
La Corte ha inoltre stabilito che la Romania aveva violato i diritti dei detenuti agevolando la loro tortura e successivamente omettendo di condurre un’indagine efficace sugli abusi.

Romania complice degli abusi

Un rapporto del 2014 della Commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti ha rilevato che il programma della CIA, eufemisticamente chiamato “interrogatorio rafforzato”, non è riuscito a produrre informazioni esclusive che non avrebbero potuto essere ottenute con altri mezzi, mentre l’agenzia ha ingannato il Congresso e l’opinione pubblica sulle sue operazioni.

La CIA ha anche informato i funzionari rumeni nel 2004 sul programma di detenzione, e una successiva indagine ha rilevato che la presentazione “descriveva chiaramente” l’uso della tortura, minando ulteriormente le smentite di lunga data di Bucarest circa la conoscenza degli abusi.

Il rapporto del Senato ha rilevato che la CIA aveva detenuto almeno 119 persone nel suo programma segreto e le aveva sottoposte alle sue tecniche di interrogatorio, molte senza la dovuta autorizzazione, svelando la portata del sistema di tortura di Washington dopo l’11 settembre. L’indagine ha anche rilevato che la CIA ha ripetutamente fornito informazioni inaccurate agli organi di controllo sul programma, contribuendo a nascondere l’entità degli abusi e la sua incapacità di produrre informazioni esclusive.

La Romania ha successivamente chiuso la sua inchiesta interna sugli abusi senza identificare il responsabile, spingendo il Consiglio d’Europa a esprimere “profondo rammarico” per il fallimento di Bucarest nell’accertamento dei fatti.

Il programma continua a perseguitare il processo per l’11 settembre, a lungo rimandato, con un giudice militare statunitense che nel 2025 ha stabilito che le dichiarazioni dei detenuti erano estorte e inammissibili perché ancora segnate dalle torture e dai trattamenti crudeli, inumani e degradanti subiti durante la detenzione da parte della CIA. Il processo per l’11 settembre è ora previsto per il 5 giugno 2028, ma le torture perpetrate nelle prigioni segrete della CIA hanno già gettato un’ombra persistente sul procedimento.

di Redazione

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