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Repubblica Centrafricana. Violenza sessuale sui minori da parte delle truppe francesi

di Cristina Amoroso

“La situazione nella Repubblica Centrafricana è diventata allarmante, e anche terrificante”, aveva detto il presidente francese, François Hollande, nel mese di dicembre del 2013, ordinando il dispiegamento di 1.200 soldati per rafforzare i 400 già di stanza nel Paese. “Questa operazione sarà breve”, aveva aggiunto. Ma l’operazione Sangaris è stata prolungata e avvelenata.

L’ultima debacle era stata innescata nella Repubblica Centrafricana a marzo del 2013, quando il presidente François Bozizé, impantanato nella corruzione, era fuggito in elicottero. Dopo essere stato spodestato da una coalizione ingombrante di ribelli, noti come i Séléka, che sono andati estendendosi sempre di più fuori controllo, uccidendo, saccheggiando e bruciando villaggi in un ciclo di violenza, di contrattacchi ai Seleka da parte degli anti-Balaka, travolgendo migliaia di bambini soldato, in un conflitto settario con migliaia di vittime.

“Una crisi in cima alla crisi” aveva descritto la situazione Medici senza Frontiere, presentando la Repubblica Centrafricana “sull’orlo del genocidio”.

Forse la Francia, con la sua lunga storia imperiale in Africa, è ancora motivata dal senso di colpa dopo la sua incapacità di fermare il genocidio del 1994 in Ruanda. Più di recente, ha lanciato con successo interventi armati in ex colonie, tra cui la Costa d’Avorio e Mali. La sua continua presenza politica, economica e militare significa che era in una posizione migliore rispetto a qualsiasi altra grande potenza di intervenire nella Car, uno degli Stati più falliti e dimenticati del continente.

L’eredità del colonialismo francese nel Car in mezzo secolo ha visto cinque colpi di Stato, un imperatore autodichiarato la cui incoronazione sontuosa è stata ispirata da Napoleone, e delle istituzioni a malapena funzionali, mentre la sua ricchezza naturale di oro, diamanti, legname e uranio è miele per i signori della guerra.

In questa terra alla disperazione, erano stati mandati i soldati francesi in missione di pace, quella di proteggere le persone sfollate a causa dei conflitti settari.

E nel corso di questa missione di pace nel 2014, soldati francesi nella Repubblica Centrafricana sono stati accusati di aver abusato sessualmente di bambini rifugiati e nutrirli solo in cambio di prestazioni sessuali. I bambini rifugiati, per ricevere il cibo, sono stati costretti a subire violenze sessuali da parte delle truppe francesi nella capitale Bangui, lo ha riferito The Guardian.

La presunta relazione, dal titolo “Abusi sessuali sui bambini da parte delle forze armate internazionali”, è trapelata dal gruppo di pressione Aids Free World.

Un bambino di nove anni di sesso maschile descrive nel rapporto come le truppe francesi al campo sfollati avrebbero costretto lui e i suoi amici a compiere atti sessuali quando volevano cibo.

A conferma di ciò, un operatore umanitario Onu è stato sospeso per aver rivelato ai pubblici ministeri una relazione interna sull’abuso sessuale dei bambini da parte delle truppe di pace francesi nella Repubblica Centrafricana.

L’anziano operatore umanitario, Anders Kompass, coinvolto in attività umanitarie per più di 30 anni, è stato sospeso dal suo incarico di direttore delle operazioni sul campo, con l’accusa di perdita di un rapporto confidenziale delle Nazioni Unite e di violazione dei protocolli. Sotto inchiesta da parte dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il servizio di controllo interno (Oios), Kompass rischia il licenziamento. La giustizia secondo l’Onu.

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