Rabbino capo di Israele nega esistenza dei palestinesi e chiede distruzione di Gaza

Il rabbino capo sefardita di Israele, David Yosef, ha negato l’esistenza dei palestinesi come popolo e ha dichiarato che “non hanno diritti”. Queste affermazioni sono state rilasciate durante un discorso al Museo Gush Katif di Gerusalemme, ribadendo al contempo la rivendicazione ebraica su Gaza e sulle città della Cisgiordania occupata.
Il rabbino capo ha anche chiesto la distruzione di Gaza e la creazione di insediamenti ebraici nell’enclave palestinese, unendosi alle crescenti richieste di alti funzionari israeliani e figure politiche e religiose di estrema destra per la ricostruzione degli insediamenti a Gaza e lo sfollamento della sua popolazione palestinese.
Il rabbino capo fomenta la propaganda dell’odio
Il luogo in cui Yosef ha tenuto il suo discorso riveste un significato particolare. Il Museo Gush Katif commemora il blocco di insediamenti israeliani che esistevano nella Striscia di Gaza fino a quando Israele non li ha smantellati nell’ambito del suo disimpegno dall’enclave nel 2005.
Le richieste di ricostruzione degli insediamenti a Gaza sono entrate sempre più a far parte del discorso politico israeliano mainstream durante la guerra genocida iniziata nell’ottobre 2023.
Il ministro della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, ha recentemente ribadito questa visione, affermando di volere insediamenti israeliani “in tutta Gaza” e chiedendo ai palestinesi di lasciare l’enclave. Anche il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich e altre figure politiche israeliane, hanno sostenuto la ripresa degli insediamenti a Gaza e quella che definiscono “l’emigrazione” della sua popolazione palestinese.
Il defunto diritto internazionale
Gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati sono illegali secondo il diritto internazionale.
Il Council on American-Islamic Relations (CAIR) ha condannato le dichiarazioni di Yosef definendole “piene di odio”, avvertendo che la retorica che nega l’esistenza e i diritti dei palestinesi ha conseguenze particolari nel contesto della guerra in corso a Gaza.
“È profondamente inquietante che un leader religioso neghi l’esistenza stessa e i diritti fondamentali di un intero popolo”, ha affermato il direttore esecutivo nazionale del CAIR, Nihad Awad. «Tale retorica disumanizza i palestinesi e contribuisce a creare un clima ideologico e religioso in cui il genocidio viene normalizzato e giustificato», ha aggiunto Awad.
Awad ha sottolineato che l’identità e i diritti dei palestinesi non sono questioni che spettano alle autorità politiche o religiose israeliane. «I palestinesi sono un popolo con una storia, una cultura, un’identità e un legame profondamente radicati con la propria patria. La loro esistenza e i loro diritti umani non sono questioni che spettano a nessuno concedere o negare. La negazione dell’umanità e dei diritti dei palestinesi non deve diventare una normalità», ha concluso.
di Redazione



