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Musa al-Sadr: Gheddafi avrebbe ucciso il religioso libanese

A pochi giorni dall’anniversario della sua scomparsa, si torna a parlare dell’Imam Musa al-Sadr. L’ex leader libico Muammar Gheddafi sparò due colpi al petto al religioso sciita libanese dopo che quest’ultimo aveva criticato il “Libro Verde” di Gheddafi definendolo assurdo e il suo autore un “pazzo”, secondo quanto affermato dal ricercatore, storico e personaggio mediatico iracheno Hamid Abdullah.

Abdullah ha descritto dettagliatamente gli eventi che avrebbero portato alla scomparsa di al-Sadr, insieme a quelli dei suoi due collaboratori, lo sceicco Muhammad Yaacoub e il giornalista Abbas Badreddine, in un programma pubblicato su YouTube. Ha affermato che il racconto si basa su informazioni ottenute dai servizi segreti iracheni da un funzionario della sicurezza libico con legami con il regime di Gheddafi.

Secondo Abdullah, le informazioni provenivano dall’ex colonnello libico e baathista Salim al-Hajani, che aveva chiesto asilo politico a Baghdad e fornito ai servizi segreti iracheni informazioni su Muhammad Ahmad al-Adl, un alto funzionario dell’apparato di sicurezza esterna libico. In seguito a un incontro con funzionari iracheni presso l’ambasciata irachena a Tunisi, al-Adl sarebbe diventato un informatore e avrebbe fornito informazioni sul caso di al-Sadr.

Intrighi e misteri dietro la scomparsa di Musa al-Sadr

Abdullah ha affermato che al-Adl avrebbe ottenuto i dettagli da una delle guardie del corpo di Gheddafi. Ha sostenuto che la disputa ebbe inizio dopo che il governo di Gheddafi fornì sostegno finanziario a organizzazioni libanesi, tra cui il Movimento Amal di Sadr, cercando al contempo di promuovere il “Libro Verde” all’estero.
Secondo quanto riferito, Sadr lesse una copia del libro inviata in Libano e, in privato, ne liquidò le idee come prive di valore. Sempre secondo Abdullah, agenti dei servizi segreti libici all’interno del Movimento Amal registrarono le sue osservazioni e le consegnarono a Gheddafi.

Al-Sadr arrivò in Libia il 25 agosto 1978, su invito delle autorità libiche. Abdullah ha affermato che Gheddafi lo convocò per un incontro privato nel complesso di Bab al-Aziziya il 31 agosto, senza i suoi due accompagnatori.
Durante l’incontro, Gheddafi avrebbe affrontato al-Sadr riguardo ai suoi commenti sul “Libro Verde”. Abdullah ha affermato che Sadr mantenne la sua posizione critica, provocando l’ira di Gheddafi, che lo insultò e gli gettò a terra il turbante, accusandolo poi di essere un agente israeliano.

Secondo il racconto di Abdullah, Gheddafi avrebbe ordinato alle guardie di immobilizzare al-Sadr e di scortarlo via. Avrebbe quindi seguito le guardie, estratto una pistola e sparato ad al-Sadr due volte al petto. Abdullah ha inoltre affermato che Gheddafi avrebbe consegnato l’arma a un suo collaboratore, Hosni al-Ahrari, ordinandogli di uccidere Yaacoub e Badreddine. I tre corpi sarebbero stati trasportati e sepolti nella zona di Bir al-Ghanam, nella Libia occidentale, ha dichiarato Abdullah. Tali affermazioni non sono state verificate in modo indipendente.

di Redazione

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