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L’Ue etichetta i prodotti degli insediamenti israeliani

di Irene Masala

L’11 novembre la Commissione Europea ha annunciato le linee guida per la tracciabilità di tutti i prodotti provenienti da fabbriche o aziende con sede nelle colonie israeliane, considerate illegali sotto il profilo del diritto internazionale poiché all’interno dei Territori Palestinesi Occupati.

La reazione di Israele non si è fatta attendere: “Non si può essere coinvolti in ciò che sta accadendo in Medio Oriente e al contempo fare una mossa così estrema come l’etichettatura dei nostri prodotti, boicottandoci”, ha dichiarato il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Tzipi Hotovely, annunciando la temporanea sospensione degli incontri tra Bruxelles e Tel Aviv.

La risposta di Israele non si è però limitata a qualche scaramuccia diplomatica, a tal proposito riportiamo e traduciamo un articolo del magazine israeliano +972:

Lo stesso giorno in cui l’Ue ha adottato le linee guida per etichettare i beni prodotti negli insediamenti, la Knesset (Parlamento israeliano) ha fatto passare una lettura preliminare di un disegno di legge per impedire l’ingresso, nel territorio nazionale, di persone che sostengono il boicottaggio di Israele.

La decisione dell’unione Europea contro i prodotti degli insediamenti in Cisgiordania ha suscitato le ire del governo israeliano e dello stesso Benjamin Netanyahu. “L’economia israeliana è forte e in grado di resistere a questo attacco, a soffrire saranno i palestinesi che lavorano nelle fabbriche israeliane”, ha commentato Netanyahu aggiungendo che “il sindacato dovrebbe vergognarsi” e che Israele non è disposto ad accettare il fatto che l’Ue etichetti il lato maggiormente attaccato dal terrorismo.

Secondo le linee guida, l’Ue non riconosce la sovranità di Israele nei territori al di là della Linea Verde, indipendentemente da come questi vengano considerati dalla legge israeliana. Gli stati membri dell’Ue dovranno perciò stabilire le sanzioni per chi viola queste linee guida (la normativa stabilisce che siano i singoli stati a imporre le relative pene). La Commissione Europea si riserva di aprire un procedimento contro quegli Stati membri che non rispettino il nuovo diktat.

Secondo l’articolo di Barak Ravid pubblicato su Hareetz, l’ambasciatore Eu in Israele, Lars Faaborg-Andersen, è stato convocato dal ministero degli Esteri a Gerusalemme, per essere rimproverato circa la decisione presa a Bruxelles mercoledì.

In una dichiarazione ufficiale, il ministero degli Esteri ha inoltre condannato l’Unione Europea per aver scelto, “con fini politici, di fare un passo così eccezionale, ispirato al movimento del boicottaggio, proprio nel momento in cui Israele sta affrontando un’ondata di terrorismo rivolta indistintamente a tutti i suoi cittadini”, aggiungendo che “è sconcertante e persino irritante che l’Unione Europea decida di applicare un doppio standard per quanto riguarda Israele, ignorando che al momento ci siano più di 200 dispute territoriali in tutto il mondo, comprese quelle all’interno o alle porte dell’Ue”.

Più di 550 israeliani, tra cui l’ex parlamentare Avraham Burg e il politologo Zeev Sternhell, hanno pubblicato una petizione a sostegno della decisione dell’Unione Europea, sottolineando come la distinzione fatta dall’Europa tra Israele e gli insediamenti sia “un passo che potrebbe contribuire a promuovere un accordo di pace e persino rafforzare lo status generale di Israele a livello mondiale, minando i futuri tentativi di delegittimazione”.

Secondo la “Legge per evitare il pregiudizio nei confronti dello Stato di Israele per mezzo del Boicottaggio” del 2011, il boicottaggio contro Israele viene definito come “l’evitare deliberatamente rapporti economici, culturali o accademici con una persona o ente per il solo fatto di avere legami con lo Stato di Israele, con una delle sue istituzioni o con una zona sotto il suo controllo, in modo tale da causare allo Stato ebraico un danno economico, culturale e accademico”.

Anche se questo è solo i primo di diversi passaggi legislativi ai quali verrà sottoposto il disegno di legge, il governo ha già palesato il suo sostegno.

Fonte: http://972mag.com/israel-targets-boycotters-as-eu-moves-against-settlements/113838/

Per maggiori informazioni sull’argomento: http://972mag.com/new-anti-boycott-law-to-target-foreign-activists/113162/

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