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L’Onu chiede aiuto per i profughi siriani

Trenta organizzazioni umanitarie hanno rivolto un appello alla Comunità Internazionale affinché vengano accolti 180 mila profughi siriani (che rappresentano solo il 5% dei profughi in fuga dalla Siria devastata del conflitto dal 2011) che al momento versano in condizioni estremamente precarie. Per quanto elevato possa sembrare questo numero, esso è destinato a salire, secondo le stime dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), ha fatto sapere che è previsto un pacchetto di aiuti e sostegno economico per quei Paesi che si mostreranno propensi all’accoglienza dei profughi e ha elogiato l’operato degli Stati vicini alla Siria che per sei anni e mezzo hanno accolto migliaia di profughi, primi fra tutti Libano, Giordania e Turchia. L’agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite ha, inoltre, esortato quei Paesi che finora non hanno accolto i profughi a fare la loro parte. L’invito è stato rivolto in particolar modo ai Paesi del Golfo.

Anche Amnesty International con un documento intitolato “Lasciati al freddo: i profughi siriani abbandonati dalla comunità internazionale”, evidenza il vergognoso numero di posti per il reinsediamento offerti dalla comunità internazionale. Sherif Elsayed-Ali, direttore del programma Diritti dei rifugiati e dei migranti, in un comunicato ha denunciato che :“Il numero dei posti per il reinsediamento offerti dalla comunità internazionale ai rifugiati siriani è davvero scioccante. (…) La completa assenza di posti per il reinsediamento da parte dei Paesi del Golfo è particolarmente riprovevole. I legami linguistici e religiosi dovrebbero porre quei Paesi in prima linea nell’offerta di un rifugio sicuro a coloro che fuggono dalla guerra. (…) Chi ha i mezzi economici deve giocare un ruolo più grande”.

di Manuela Comito

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