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L’Islam e lo stereotipo occidentale

di Zenab Muhammad

Non hanno fine gli stereotipi negativi che intercorrono tra musulmani e l’Occidente. Tuttavia molti occidentali vedono i musulmani come fanatici e violenti, allo stesso tempo i musulmani, in Medio Oriente e in Asia in generale, vedono gli occidentali come egoisti, immorali e avidi. Dopo l’accaduto dell’11 settembre del 2001, l’Islam è ufficialmente entrato nel mirino dei media globali, facendo crescere sempre di più l’odio profondo e paura verso la religione. Lo stereotipo islamico più diffuso è associato all’insorto musulmano fondamentalista, che ha deciso di fare la “jihad”, o guerra santa, contro l’Occidente; e questo stereotipo rappresenta la violenza come una parte inseparabile di essere musulmano, così come la religione per giustificare azioni violente. La “guerra al terrorismo” guidata dagli americani non ha fatto altro che provocare un notevole aumento di islamofobia nel mondo, e di conseguenza lo sviluppo di preconcetti negativi riguardo la popolazione islamica da parte dei media.

Un’altra forma stereotipata è l’immagine della donna musulmana, vista dagli occidentali come una vittima passiva del potere maschile imposto, o come forte femminista che si oppone a questo potere combattendo da una posizione svantaggiata. Supportare l’Islam, per i mass–media, vuol dire vivere in una società dove la donna è emarginata e l’uomo possiede una quantità di potere sproporzionata. L’accettazione dell’Islam è identificata dalla figura della donna che rinuncia ad ogni tipo di diritto e libertà di espressione e religione. In realtà mentre alcune donne musulmane scelgono di rispettare le gerarchie patriarcali, altre cercano di vivere una vita totalmente indipendente.

Solamente in questo ultimo decennio ci sono stati svariati seminari e conferenze sull’Islam, con l’obiettivo di eliminare ogni tipo di incomprensione, anche se a quanto pare gli occidentali non si sforzano affatto di eliminare l’immagine fasulla dell’Islam, mostrando al mondo intero le azioni sbagliate di alcuni criminali che vogliono apparire come “fedeli musulmani”. È molto triste pensare quanto siano ipocriti i mezzi radiotelevisivi che godono mostrare questi falsi fedeli che uccidono nel nome di Allah, senza pensare che in nessuna religione monoteista è presente l’omicidio e il suicidio. Quindi è sgradevole pensare che uomini di cultura non abbiano consultato il testo Coranico sistematicamente prima di lanciare offese gratuite.

Islam vuol dire pace, di conseguenza il vero credente musulmano è amante della pace ed è al servizio del genere umano con i musulmani e non. “I terroristi non hanno nulla a che fare con l’Islam”. Le vere bombe non sono le cinture esplosive, ma il lavaggio del cervello che viene fatto di continuo da presunti imam nelle moschee e dalla propaganda estremista che ipnotizza un comune mortale a compiere un martirio.

Nel corso dell’ultimo decennio la rappresentazione mediatica di Islam è cambiata radicalmente e drasticamente, plasmando completamente l’opinione pubblica che percepisce il musulmano un essere straniero ed estraneo, alimentando l’idea che l’Islam è una minaccia per la cultura occidentale e che i musulmani sono diversi da ciò che i membri della società occidentale “dovrebbero essere”.

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