L’Iran ricorda la rivolta del 1963 contro lo Scià Reza Pahlavi

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di Redazione

Il popolo iraniano ricorda oggi l’anniversario della rivolta popolare del 1963 innescata dall’arresto dell’Imam Khomeini, nel corso di un discorso in cui attacca lo Scià filo-occidentale Reza Pahlavi ed Israele. Questa rivolta getta le basi per la vittoriosa Rivoluzione islamica del 1979.

Il 5 e 6 giugno del 1963, i manifestanti si trovano di fronte i carri armati del regime nelle città iraniane di Qom, Teheran, Shiraz, Mashhad e Varamin. La violenta repressione provoca la morte di almeno 15mila persone.

La rivolta ha aperto un nuovo capitolo nella resistenza popolare contro il regime dell’ex Scià, Mohammad Reza Pahlavi che affronta una crisi di legittimità dopo il colpo di Stato organizzato dalla Cia nel 1953.

Dopo la rivolta, il regime intensifica la repressione con incarcerazioni, esecuzioni di dissidenti e membri del clero, alimentando ulteriori disordini.

Nel corso di quegli anni, l’Imam Khomeini trascorre 14 anni in esilio tra Iraq, Turchia e Francia, prima di ritornare in Iran nel febbraio del 1979 ed avviare la vittoriosa Rivoluzione Islamica.

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