Libano, vogliono disarmare la speranza

Il Libano continua ad essere al centro di aggressive ingerenze straniere, con una classe politica incapace di rivendicare nei fatti, la sovranità del Paese.
A tal proposito, il primo ministro libanese (fantoccio nelle mani degli Usa) Nawaf Salam, ha affermato in un’intervista al canale televisivo Al Hadath che il suo governo è stato formato senza una rappresentanza partigiana diretta, sottolineando che manterrà la neutralità tra tutte le fazioni politiche.
Salam ha ribadito che la dichiarazione ministeriale chiede esplicitamente il controllo esclusivo delle armi da parte dello Stato, un principio a cui tutti i ministri sono impegnati. Ha dichiarato che le decisioni su guerra e pace appartengono esclusivamente alle legittime istituzioni statali, in particolare al Consiglio dei ministri, segnando un allontanamento dalle politiche precedenti.
In un messaggio diretto, Salam ha affermato che lo slogan “Esercito, popolo, resistenza” non è più rilevante, chiedendo una nuova fase incentrata sulla riaffermazione dell’autorità statale in tutti i territori libanesi. Quindi, Salam invece di attaccare Israele per i suoi massacri in Libano, chiede il disarmo dell’unica realtà libanese, Hezbollah, capace di difendere il Libano e i libanesi dalle continue aggressioni israeliane.
Ci chiediamo: se la Resistenza verrà smantellata in Libano, chi sarà in grado di resistere alle continue aggressioni israeliane?
di Redazione