Libano, la (quasi) tregua restituisce cadaveri

In Libano vi sono i segni di una “Pace terrificante”, come diceva De André, una calma apparente, relativa. Tutto questo ha permesso ai soccorsi di effettuare dei sopralluoghi, di scavare e di riaprire strade in zone che sino a qualche giorno fa, causa bombardamenti israeliani, erano inaccessibili.
Le macerie restituiscono i corpi
Quello che i soccorritori si sono ritrovati davanti è stato uno scenario apocalittico; montagne di macerie e corpi senza vita.
A Marjayoun e Nabatieh sono stati recuperati 13 cadaveri sotto le macerie di un edificio bombardato dai regime sionista.
I morti, accertati, sono oltre 4.200. Se le cose dovessero continuare così la cifra è destinata ad aumentare perché c’è tanto da scavare.
Nel frattempo, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo e il Consiglio nazionale per la ricerca scientifica libanese, hanno stimato i danni agli edifici che ammonterebbero a 1,38 miliardi di dollari nel solo Libano meridionale. Oltre questo, vi sono i detriti che dovrebbero ammontare a 3,1milioni di metri cubi.
La linea gialla imposta in Libano
Si tratta di una fascia larga una decina di chilometri lungo il confine sud-est del territorio libanese, qui, l’esercito sionista ha raso al suolo un centinaio di villaggi creando, nei fatti, una situazione simile a quella di Gaza. “L’esercito israeliano ha una libertà di azione totale” ha dichiarato Netanyahu alla notizia di un parziale ritiro delle truppe israeliane dai territori occupati in Libano.
Negoziati farsa
Giovedì 15 giugno a Washington, si è tenuto il quinto ciclo di negoziati tra Israele e Libano, ma al momento niente di concreto è stato messo sul tavolo; l’idea di demilitarizzare Hezbollah, ovviamente, rimane lettera morta. Altri incontri proseguono ad Amman, in Giordania dove Joe Rajji, ministro degli Esteri libanese, ha incontrato Ayman Safadi, omologo giordano che ha ribadito il pieno sostegno alle decisioni del governo libanese.
di Sebastiano Lo Monaco



