Libano: cosa si è ottenuto con l'”accordo quadro”?

Sono quasi 700 gli attacchi israeliani contro il Libano meridionale dall'”Accordo quadro“, tra cui raid, demolizioni di case e bombardamenti, in un contesto di crescente distruzione e incapacità delle autorità di fermare gli attacchi.
Le autorità libanesi continuano a offrire una prestazione deludente e vergognosa, che riflette la loro incompetenza e il loro disprezzo per gli elementi basilari della sovranità nazionale e della dignità dei propri cittadini. Dalla firma dell'”accordo quadro” con Israele il 26 giugno a Washington, il popolo libanese, soprattutto quello del sud, non ha raccolto altro che ulteriore aggressione, devastazione e distruzione.
Dal 26 giugno al 31 agosto 2026, nel Libano meridionale non è passata un’ora senza il rumore di un raid israeliano o di un’operazione sistematica di bombardamenti e demolizioni contro case e quartieri residenziali.
Secondo le statistiche documentate sul campo, il Libano meridionale è stato teatro di oltre 190 raid aerei condotti da aerei da guerra e droni israeliani durante questo periodo, oltre a più di 225 bombardamenti ed esplosioni contro case, edifici e quartieri residenziali. Inoltre, si sono verificati circa 50 bombardamenti in “catene” di attacchi simultanei. Un conteggio preciso del numero di esplosioni in ciascuna serie non è ancora disponibile.
Pertanto, il numero totale di raid, bombardamenti e operazioni di demolizione ha raggiunto circa 465 attacchi, in uno scenario che riflette chiaramente un approccio israeliano organizzato volto a minare le fondamenta della vita e a trasformare i villaggi, soprattutto quelli di confine, in aree di macerie e distruzione, il che significa che si verificano circa sette attacchi al giorno, tra bombardamenti e raid.
Libano e a politica della terra bruciata
Ciò che colpisce di queste cifre è che i bombardamenti e la demolizione diretta di case e infrastrutture hanno rappresentato la quota maggiore di questi attacchi, circa il 59%, rispetto al 41% circa dei raid aerei.
Questi dati non sembrano essere un semplice dettaglio statistico, ma rivelano piuttosto l’insistenza di Israele nel perseguire una politica di distruzione diretta sul campo, attraverso il posizionamento di esplosivi e la demolizione di case, edifici e quartieri residenziali, oltre a colpire i terreni agricoli e le fondamenta stesse della vita nei villaggi del sud.
La serie di attacchi non si è fermata qui. Oltre ai 465 attacchi documentati, consistenti in raid aerei, bombardamenti e operazioni di demolizione, Al-Akhbar ha monitorato circa altri 190 attacchi, che spaziano da pesanti bombardamenti di artiglieria e carri armati a lanci di bombe e materiale incendiario tramite droni, nonché operazioni di rastrellamento e ripetute raffiche di mitragliatrice. Pertanto, il totale sfiora i 700 attacchi documentati in soli 70 giorni, una media di quasi 10 attacchi al giorno.
Nabatieh al-Fawqa e al-Mansouri
Sono in cima alla lista delle aree più esposte agli attacchi, con circa 60 attacchi documentati, seguite da al-Mansouri con circa 50 attacchi.
In numerose altre città, gran parte degli attacchi erano legati a incursioni via terra e al conseguente piazzamento di trappole esplosive e all’esplosione di case ed edifici residenziali.
A Kfar Tebnit sono stati registrati 23 attacchi, perlopiù bombardamenti e demolizioni, mentre Hadatha, Zawtar al-Sharqiya e Taybeh ne hanno subiti 16 ciascuna. Inoltre, 14 attacchi sono stati registrati nell’area di Mansouri-Majdal Zoun, 13 a Qantara e 12 ciascuno a Khiam e Markaba, tutti nel contesto di operazioni di demolizione e bombardamento che hanno preso di mira case ed edifici residenziali, causando distruzioni diffuse.
Queste cifre non rappresentano semplicemente un conteggio degli attacchi israeliani sul campo, ma anche un crudo riflesso della grave situazione politica in Libano. Le autorità, che si sono affrettate a presentare l'”accordo quadro” come un successo politico e diplomatico, ora si trovano impotenti di fronte alla distruzione quotidiana dei villaggi del sud, mentre gli attacchi continuano senza sosta.
Fonte: Al-Akhbar



