Medio Oriente

Libano: amnistia generale o impunità?

Libano – Il 12 agosto 2026, il Parlamento libanese ha approvato una legge di amnistia generale, la prima del suo genere dal 1991, dopo mesi di dibattito in seno alle commissioni parlamentari congiunte e in plenaria. La discussione sulla legge è stata fin dall’inizio legata ai problemi delle carceri, del sovraffollamento e dei ritardi processuali, ma ha assunto anche dimensioni politiche e giuridiche che andavano oltre la semplice questione delle condizioni dei detenuti, in particolare per quanto riguarda i cittadini libanesi residenti in Israele dal ritiro israeliano dal Libano meridionale nel 2000.

Questa questione è particolarmente importante perché il dibattito che circonda questi libanesi è spesso riduttivo: alcuni li considerano “agenti di Israele”, mentre altri li presentano tutti come “libanesi fuggiti in Israele”, sottintendendo che il solo atto di fuga sia sufficiente a configurare la responsabilità penale. Tuttavia, nessuna delle due qualificazioni è giuridicamente sufficiente.

Libano e il passato che ritorna…

Il principio fondamentale del diritto penale è la responsabilità individuale. Pertanto, la questione giuridica non dovrebbe essere semplicemente: la persona è andata in “Israele”? Piuttosto: che cosa faceva questa persona prima di lasciare il Libano? Qual era il suo status? Si era arruolato nell’Esercito del Libano del Sud o nei suoi servizi di sicurezza? Portava armi? Ha partecipato ad arresti, interrogatori o torture? Ha partecipato all’uccisione di cittadini libanesi? Trasmesso informazioni militari? Ha commesso atti che potrebbero costituire crimini di guerra o crimini contro l’umanità?

Queste domande assumono un’importanza ancora maggiore se si considera che alcuni di coloro che si recarono in Israele nel 2000 non erano semplici civili o familiari, bensì membri dell’apparato militare e di sicurezza che operava a fianco dell’occupazione israeliana nel sud del Paese. Pertanto, il ritorno in Libano non può legalmente e automaticamente cancellare tutte le azioni commesse da una persona prima del suo rientro.

Al contrario, il semplice fatto di risiedere o fuggire in Israele non è sufficiente di per sé a condannare una persona per un reato specifico, poiché una condanna penale richiede la prova degli elementi costitutivi del reato e del ruolo della persona in esso.

Precisazioni necessarie

Da qui l’importanza della nuova legge sull’amnistia generale. Il testo definitivo, pubblicato dopo la sua approvazione, esclude dall’amnistia l’omicidio premeditato di civili o militari, il tradimento e lo spionaggio, oltre ad altri reati. Inoltre, lo status dei cittadini libanesi residenti in Israele, secondo l’interpretazione pubblicata del testo, è regolato dalle disposizioni della legge n. 194/2011. Pertanto, la vera questione non è se la legge sull’amnistia “includa gli agenti” in modo assoluto, ma piuttosto:

Cosa esclude esattamente la legge, cosa la esenta e quale impatto ha avuto sugli individui associati all’occupazione israeliana, in particolare su coloro che hanno commesso omicidi, torture e gravi violazioni contro il popolo libanese?

Questa questione assume un’importanza crescente perché il caso dei collaborazionisti non può essere ridotto al singolo reato di “collaborazione con il nemico”. Una persona può aver commesso tradimento o essersi arruolata in un esercito nemico, ma allo stesso tempo aver commesso altri atti, come omicidio, tortura, arresto arbitrario o maltrattamenti, e questi atti possono avere una diversa classificazione giuridica.

Il documento si basa su una premessa fondamentale

La legge generale sull’amnistia non deve essere interpretata come una legge di immunità completa per il periodo dell’occupazione, bensì come una legge il cui ambito di applicazione deve essere definito con precisione, distinguendo tra coloro che hanno beneficiato del trattamento giuridico speciale per il rientro in Libano e coloro che hanno commesso crimini di tradimento, spionaggio, omicidio, tortura o gravi violazioni non coperte dall’amnistia o che richiedono un’indagine indipendente sulla responsabilità.

Occorre inoltre distinguere tra amnistia generale e assoluzione. Un’amnistia generale è un atto legislativo i cui ambiti di applicazione ed effetti sono definiti dal potere legislativo, mentre un’assoluzione è una sentenza emessa da un tribunale sulla base dell’assenza di responsabilità o dell’insufficienza di prove. Pertanto, il fatto che una persona benefici di un’amnistia non implica necessariamente che il tribunale l’abbia dichiarata innocente del reato commesso.

di Redazione

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