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Kurdistan iracheno, infrastrutture militari statunitensi ridotte in macerie

Secondo quanto riportato dalla regione del Kurdistan iracheno, quasi tutte le infrastrutture militari costruite a Erbil e dintorni dalle forze statunitensi e israeliane per compiere atti di terrorismo nella Repubblica Islamica dell’Iran, sono state distrutte dai droni e dai missili lanciati dall’esercito iraniano e dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche durante l’attuale fase della guerra imposta dagli Stati Uniti.
Teheran ha chiarito che, ovunque nella regione si trovino i terroristi del CENTCOM e i loro complici criminali locali, non saranno risparmiati dalle ritorsioni per gli atti di sabotaggio contro gli interessi iraniani da loro commessi. È stato confermato che i mercenari che operano in Iran sotto la protezione degli Stati Uniti continueranno a essere un obiettivo legittimo per le forze di difesa iraniane.
Kurdistan iracheno infestato da terroristi americani e sionisti
La regione autonoma del Kurdistan iracheno è da tempo infestata da terroristi americani e sionisti che addestrano criminali e traditori per compiere atti di terrorismo contro il popolo iraniano. Ciò è stato confermato dal portavoce dell’esercito, il generale di brigata Mohammad Reza Akraminia, che ha informato i canali televisivi iraniani dei danni ingenti inflitti alle basi militari statunitensi a Erbil e nella regione circostante. Ha aggiunto che i gruppi anti-iraniani operanti nel Kurdistan iracheno non sono più in grado di condurre operazioni.
Akraminia ha affermato che gli Stati Uniti possiedono ampie capacità militari, equipaggiamenti e basi in tutta la regione, così come nell’Europa meridionale e nel Mediterraneo, e stanno tentando di rimpiazzare le perdite, ma non ci riusciranno.
La Repubblica Islamica è in stato di massima allerta su tutti i fronti, ben oltre i confini politici e geografici dell’Iran, in virtù del suo legittimo diritto a garantire la sicurezza dei propri cittadini e a proteggere la sovranità e l’integrità territoriale della patria.
Nel rispetto del diritto internazionale, l’Iraq è pienamente determinato a reagire contro tutti gli aggressori, sia nel Kurdistan iracheno che nelle sue acque costiere meridionali e settentrionali, come il Golfo Persico, il Golfo di Oman e il Mar Caspio. I recenti attacchi contro le infrastrutture militari statunitensi in diversi Stati rivieraschi del Golfo Persico, nonché in Giordania, sono la prova inconfutabile della sua ferrea determinazione a reagire contro gli aggressori.
di Redazione



