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Istituto Culturale Iraniano, un ponte tra l’Iran e l’Italia

di Angela Corrias

In un’epoca in cui conflitto e incomprensione regnano incontrastati, l’opera dell’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma ha lanciato la sfida di abbattere le barriere tra l’Italia e l’Iran, mettendo in discussione la disinformazione dilagante dei media mainstream con la promozione di iniziative culturali e visite reciproche nei due Paesi.

“Il nostro Istituto vuole avere una funzione di ponte tra i nostri due Paesi e le nostre società, vicine sia geograficamente che culturalmente,” mi ha detto Ali Pourmarjan, il direttore, con il suo tipico fare pacato e sorridente, la settimana scorsa quando sono andata a trovarlo nella sede stessa dell’Istituto, dove la cultura e la letteratura sono di casa grazie alla miriade di libri in persiano e in italiano metodicamente sistemati sugli scaffali che rivestono le pareti.

Forse proprio a causa del cattivo lavoro di quasi tutti i media, la gente è affamata di notizie e vuole conoscere la società iraniana in tutte le sue forme, dall’arte alla tradizione culinaria, dall’artigianato tradizionale alla letteratura a tutta la cultura in senso lato. “Le donne vogliono sapere di più sulle attività per signore in Iran,” ha continuato Ali, “così abbiamo aiutato un gruppo di donne italiane a organizzare un viaggio e studiare un itinerario per far loro conoscere l’universo femminile in Iran. Quando sono tornate ci hanno detto che i media italiani danno una visione completamente diversa da come è la realtà in Iran.”

“Sono tanti i punti in comune tra l’Italia e l’Iran,” insisteva Ali, “sia nella cultura che nella storia che nella stessa società, il valore della famiglia è importante in ambedue i Paesi, se un italiano va in Iran non si sente uno straniero, si sente a casa sua, la gente è amichevole e ospitale proprio come in Italia.”

Quello che l’Istituto Culturale sta facendo è un lavoro di diffusione della cultura iraniana in tutta l’Italia tramite mostre di calligrafia, esibizioni di artigianato, festival tradizionali, conferenze con esperti sia italiani che stranieri, coinvolgendo le università, i cittadini e gli stessi immigrati iraniani che amano sempre una connessione con il loro Paese.

L’Italia e l’Iran vantano ricche relazioni culturali da secoli, ma ancora prima ne vantavano di commerciali, con l’Italia che era tra le nazioni in cui la leggendaria Via della Seta finiva, con la vendita dei prodotti che arrivavano dall’Oriente, e l’Iran una delle nazioni tramite qui i commercianti della Via della Seta passavano e continuavano a imbarcare carichi preziosi.

Nel 1958 i due Paesi hanno firmato un accordo culturale che li ha uniti tutti questi anni e che ancora viene applicato. L’Istituto culturale iraniano vuole approfittare nel migliore dei modi di questo accordo e rendere facili le emissioni dei visti per gli Italiani che vogliono viaggiare in Iran per scoprirne le tradizioni, il modo di vivere, la storia tramite i suoi siti archeologici e la religione visitando le sue moschee.

È con una punta di orgoglio che Ali mi spiega che c’è più di una università in Italia dove si insegna la lingua persiana: “Chi vuole studiare persiano non lo fa con la prospettiva di un lavoro o in vista di guadagni finanziari futuri, ma per puro interesse e volontà di comprensione del nostro Paese e della nostra cultura.”

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