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Israele in preda al panico per la vittoria di Iran ed Hezbollah

I media e gli ambienti politici israeliani sono in preda a una crescente preoccupazione per le implicazioni dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, con gli analisti che riconoscono che la Repubblica Islamica ha conseguito una vittoria strategica mentre Israele si trova sempre più isolato e militarmente impantanato in Libano.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha riportato che sono emersi segnali di divisione in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che l’intesa è stata raggiunta senza tenere conto delle richieste del regime. L’agenzia stampa “Zman Yisrael” ha scritto che l’Iran ha acquisito una posizione di superiorità rispetto agli Stati Uniti e al regime sionista e che la situazione attuale per quest’ultimo è diventata più difficile.

L’accordo tra Iran e Stati Uniti include esplicitamente il Libano nella sua prima clausola, chiedendo una “cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti”. L’insistenza dell’Iran sull’inclusione del Libano nell’accordo era una richiesta non negoziabile, con la Repubblica Islamica che di fatto ha costretto gli Stati Uniti a obbligare Israele a fermare la sua aggressione.

Israele respinge il ritiro

Funzionari israeliani, tra cui il primo ministro Netanyahu e il ministro della Guerra Katz, hanno pubblicamente respinto il ritiro, insistendo sul fatto che le forze di occupazione rimarranno in quella che definiscono la “zona di sicurezza”. Tuttavia, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso deroghe per le esportazioni di petrolio iraniano e lo Stretto di Hormuz è stato riaperto: sviluppi che segnalano la priorità che Washington attribuisce all’accordo rispetto alle obiezioni israeliane.

Sul terreno in Libano, l’esercito israeliano si trova ad affrontare un’umiliante battuta d’arresto sulla collina di Ali Taher, strategicamente vitale e situata a est di Nabatieh. Secondo il quotidiano francese L’Orient-Le Jour, la collina è diventata un simbolo della sconfitta israeliana: è stata l’ultima posizione evacuata durante il ritiro del maggio 2000 e i comandanti israeliani hanno cercato disperatamente di conquistarla per ribaltare quell’umiliazione storica.

Eroica difesa di Hezbollah

I combattenti della resistenza di Hezbollah hanno difeso con successo la collina dai feroci assalti israeliani. Nonostante i massicci raid aerei e le offensive di terra che hanno coinvolto truppe schierate su tre assi, le forze di occupazione non sono riuscite a conquistare la posizione. La battaglia ha inflitto pesanti perdite alle forze israeliane.

Secondo fonti israeliane, sulla collina si trova l’esclusiva base sotterranea Imad-4 di Hezbollah, rivelata per la prima volta nel 2024, dotata di missili a guida di precisione e infrastrutture sotterranee profonde. Tuttavia, nonostante settimane di combattimenti, le forze israeliane non sono riuscite a conquistare il sito, che i combattenti di Hezbollah continuano a difendere strenuamente.

Solo tra il 18 e il 20 giugno, i raid aerei israeliani sul Libano hanno ucciso almeno 47 persone e ne hanno ferite 97, tra cui donne e bambini. L’esercito israeliano ha affermato di aver colpito oltre 150 obiettivi, senza tuttavia riuscire a ottenere una svolta decisiva sul terreno.

Hezbollah, dal canto suo, ha smentito le affermazioni israeliane secondo cui i suoi combattenti sarebbero accerchiati, sostenendo che tali notizie sono volte a risollevare il morale delle forze israeliane dopo ripetuti fallimenti. Il movimento di Resistenza continua a impegnare le truppe israeliane su più fronti, dimostrando che la campagna militare del regime non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi.

Futuro di Israele sempre più incerto

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha dichiarato che il regime rimarrà in Libano “per anni”, mentre il ministro della Guerra Katz ha insistito sul fatto che non ci saranno “limiti” alle operazioni militari israeliane. Tuttavia, se gli Stati Uniti dovessero procedere alla piena attuazione dell’accordo con l’Iran, queste dichiarazioni suoneranno vuote e lasceranno Israele sempre più isolato.

I media israeliani hanno riportato un crescente senso di isolamento politico all’interno del regime sionista, con i funzionari americani che ora considerano la guerra con l’Iran e il conflitto in Libano come di fatto conclusi. Il quotidiano Haaretz ha avvertito che le continue invasioni militari e il disprezzo per le norme internazionali potrebbero avere gravi conseguenze politiche e diplomatiche.

Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, noto come Memorandum d’intesa di Islamabad, impone a Israele di cessare ogni aggressione militare in Libano e garantisce l’integrità territoriale e la sovranità del Libano. Hezbollah ha dato a Israele un ultimatum di 60 giorni per ritirarsi dal territorio libanese, affermando che il tempo massimo a disposizione del “nemico” per completare il ritiro è esattamente di due mesi.

La campagna americana e israeliana per indebolire l’Iran ha invece rafforzato la sua posizione, con Teheran ora riconosciuta come parte negli accordi di sicurezza libanesi attraverso la cellula di de-escalation istituita dall’accordo. Per il regime sionista, ciò rappresenta non solo una battuta d’arresto diplomatica, ma una sconfitta strategica che lascia il suo esercito impantanato, la sua leadership politica esposta e il suo futuro nella regione sempre più incerto.

di Redazione

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