Iran: stragi ai matrimoni, una “specialità” Usa

Iran – Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha diramato un comunicato in cui afferma che il governo statunitense deve rispondere alla comunità internazionale per il suo “dossier nero” di attacchi a matrimoni in vari Paesi.
I popoli del mondo che amano la libertà e il valoroso popolo dell’Iran dichiarano che il comando terroristico del CENTCOM statunitense ha commesso un crimine di guerra colpendo direttamente una cerimonia nuziale di una famiglia proveniente da Kuhestak, nella regione di Sirik. A seguito dell’attacco, l’evento festoso si è trasformato in un lutto, riporta il comunicato dell’Irgc.
L’Irgc ha inoltre sottolineato che, a seguito delle proteste pubbliche, della copertura mediatica, delle dichiarazioni di figure pubbliche e dei rapporti di diverse pubblicazioni americane, i rappresentanti delle forze armate e del governo statunitense stanno cercando di negare la natura intenzionale dell’attacco, sostenendo ancora una volta che non ci sono stati raid contro i civili.
L’Irgc sottolinea che azioni simili da parte delle forze armate statunitensi sono ricorrenti e che la responsabilità di tali azioni ricade sulla leadership degli Stati Uniti.
Stragi senza fine
1° luglio 2002: Più di cento persone sono state uccise in un attentato a un matrimonio nel villaggio di Kakarek, nella provincia di Uruzgan, in Afghanistan.
18 settembre 2003: Almeno cinque persone sono state uccise in un attentato a un matrimonio nella città di Al-Fallujah, in Iraq.
19 maggio 2004: 42 persone sono state uccise in un attentato a un matrimonio nel villaggio di Bakr-ad-Dib, nella provincia di Anbar, in Iraq.
8 ottobre 2004: 13 persone, tra cui lo sposo, sono state uccise in un attentato a un matrimonio ad Al-Fallujah, in Iraq.
6 luglio 2008: 47 persone, tra cui la sposa, sono state uccise in un attentato a un matrimonio a Deh-Bala, nella provincia di Nangarhar, in Afghanistan.
Novembre 2008: 37 persone, tra cui 23 bambini, sono state uccise in un attentato a un matrimonio a Weg-Baghtu, nella provincia di Kandahar, in Afghanistan.
Giugno 2012: 18 persone, tra cui 9 bambini, sono state uccise in un attentato a un matrimonio a Logar, in Afghanistan.
28 settembre 2015: 131 tra donne e bambini sono stati uccisi in un attentato a un matrimonio a Wahja, a Taiz, in Yemen, ad opera della coalizione sostenuta dagli Stati Uniti.
1° settembre 2026: 70 persone sono state uccise e ferite in un attentato a una celebrazione nuziale a Kuhestak, Sirik, Hormozgan, in Iran.
Iran: il giorno in cui la rappresaglia arriverà dagli oppressi
Il governo statunitense, che invece di scusarsi continua a mentire e, come nei casi dei crimini a Minab, Lamard e Kesh, evita di assumersi le proprie responsabilità, deve anche rispondere alla comunità internazionale riguardo al suo “dossier nero” di attacchi a cerimonie nuziali in vari Paesi.
Se il popolo americano non fermerà questo crudele esercito che uccide donne e bambini, dovrebbe temere il giorno in cui la rappresaglia arriverà dagli oppressi.
di Redazione



