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Iran: chi sono i capi della “rivolta”?

Iran – I media iraniani hanno riferito che le indagini iniziali sui leader della “rivolta” arrestati hanno dimostrato che alcuni di loro erano legati al gruppo terroristico Komala. Questi mercenari hanno ammesso di aver ricevuto armi e istruzioni per compiere atti di sabotaggio.

Komala è un gruppo terroristico curdo attivo principalmente in Iran. Fondato nel 1967 come ramo curdo del Partito Comunista Iraniano, ha una storia di atti terroristici contro la Repubblica Islamica dell’Iran e il popolo iraniano.

Teheran – Devastazioni causate dai terroristi

Il suo attuale quartier generale si trova nella regione del Kurdistan iracheno, dove prosegue le sue attività politiche e militari. Membri di questo gruppo sono attivi tra i curdi dell’Iran occidentale, in particolare nelle province del Kurdistan, di Kermanshah e in alcune parti dell’Azerbaigian occidentale.

Criminali al servizio dell’Occidente

Questo gruppo si oppone apertamente alla Repubblica Islamica in Iran e le autorità iraniane lo classificano come organizzazione terroristica. Ricorre ad azioni armate con il pretesto di voler difendere i diritti politici e culturali dei curdi, raggiungere la giustizia sociale e un sistema politico laico e democratico, e si oppone alle politiche del governo iraniano nei confronti delle regioni curde.

Il gruppo Komala ha diverse ali e organizzazioni a causa delle divisioni interne avvenute nel corso degli anni. Alcune delle sue fazioni hanno un’ala armata, mentre altre oggi si concentrano su attività politiche e mediatiche esterne all’Iran, in particolare nella regione del Kurdistan iracheno.

Con la vittoria della gloriosa Rivoluzione Islamica in Iran l’11 febbraio 1979, il “gruppo terroristico Komala”, secondo le autorità iraniane, si scontrò con il governo islamico e il popolo iraniano, commettendo numerosi crimini e assassinando funzionari locali e cittadini che si opponevano.

Con l’inizio della “guerra imposta” alla Repubblica Islamica dell’Iran (1980-1988), il gruppo collaborò con il regime del partito Baath in Iraq e fornì loro assistenza di intelligence e personale per partecipare alle operazioni di combattimento contro il popolo iraniano.

Pretesti per attaccare l’Iran

Il Komala, nato nel 1979, era il risultato della fusione di tre piccoli gruppi: l’Organizzazione rivoluzionaria curda dei lavoratori in Iran, il Gruppo Primavera e l’Unione dei contadini.

Con il pretesto dei diritti curdi, questo gruppo persegue l’autonomia, la separazione dell’identità politica del Kurdistan dall’Iran e, in ultima analisi, la secessione, attraverso alleanze con governi stranieri. Il gruppo ha chiesto l’indipendenza curda e ha cercato di stabilire il controllo militare sul Kurdistan, considerando tre province – Azerbaigian Occidentale, Ilam e Kermanshah – come parte di questa regione autonoma curda.

Uomini armati presero il controllo del municipio nella città di Sanandaj e formarono il cosiddetto “Consiglio rivoluzionario ad interim”. Crearono disordini in diverse città e commisero crimini e atti di violenza contro la popolazione, spingendo il governo a intervenire immediatamente attraverso l’esercito e la Guardia rivoluzionaria per porre fine alla crisi.

Nonostante ciò, questo gruppo, con sede nel Kurdistan iracheno, ha continuato a cercare di destabilizzare la sicurezza in Iran attraverso attacchi contro le forze di sicurezza e le istituzioni governative e private, e sfruttando i movimenti pacifici per scatenare rivolte, con il supporto dei servizi segreti occidentali.

Profondi legami con gli Stati Uniti e Israele

Secondo quanto riportato dai media, questo gruppo ha profondi legami con gli Stati Uniti e Israele, che gli forniscono supporto finanziario, militare e di intelligence per compiere attacchi terroristici contro l’Iran. I documenti presenti nel database del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che opera ai sensi del Foreign Agents Registration Act, indicano l’intensa attività politica del gruppo a Washington, volta a costruire relazioni con i politici del Congresso e del Dipartimento di Stato, oltre ai suoi stretti legami con la lobby israeliana a Washington.

Komala ha autorizzato un uomo di nome “Salah Bayazidi” a rappresentarlo ufficialmente in America, a gestire e stabilire relazioni con il governo statunitense e a seguire le relazioni e il coordinamento con la Central Intelligence Agency (Cia).

Il rapporto è iniziato il 24 settembre 2018, quando il movimento è stato ufficialmente riconosciuto come gruppo di lobbying. All’inizio del 2019, Komala ha stipulato un contratto con la società di lobbying americana Af International, le cui attività consistono nella gestione dei rapporti del movimento (attraverso la comunicazione e l’attività di lobbying) con il Congresso, in particolare con i membri dello staff delle Commissioni Affari Esteri e Forze Armate.

L’American Relations Company gestisce anche i rapporti del movimento con i think tank o centri finanziati dalla lobby israeliana, oltre a comunicare con l’American Israel Public Affairs Committee (Aipac, che è la più grande lobby israeliana in America).

Secondo quanto riportato dai media, Komala ha mantenuto stretti legami con il Mossad israeliano fin dalla sua fondazione e continua a dare la massima importanza all’attuazione delle istruzioni del Mossad. Rapporti sulla sicurezza nella regione del Kurdistan iracheno indicano l’afflusso di ufficiali del Mossad israeliano nelle basi e negli uffici del Komala.

di Redazione

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