Iran risponde con fermezza all’aggressione americano-sionista

La Repubblica Islamica dell’Iran sta fronteggiando l’aggressione congiunta americano-sionista sul suo territorio, con un’operazione ben pianificata che prevede l’attacco alle basi militari americane in otto Paesi, utilizzando missili e droni.
La Mezzaluna Rossa iraniana ha annunciato che oltre 500 persone (almeno 160 sono bambini) sono state uccise e migliaia ferite, in attacchi contro strutture civili come scuole, ospedali e palazzetti dello sport. Il Ministero dell’Interno iraniano ha confermato che gli attacchi sono stati deliberatamente perpetrati all’interno di queste strutture, non nelle periferie delle città o in siti militari, a dimostrazione della natura sistematica dell’aggressione.
La risposta iraniana è stata pianificata nei minimi dettagli, in conformità con i piani militari preparati dalla Repubblica Islamica, e ha dimostrato la capacità delle forze iraniane di colpire il cuore sionista, comprese città, insediamenti e strutture sensibili, nonostante i tentativi dei media israeliani e americani di promuovere affermazioni di attacchi contro i leader iraniani senza ottenere risultati accurati.
Nelle prime ore dello scontro hanno visto l’interruzione degli spostamenti dei residenti nelle città sioniste e il loro ingresso nei rifugi, oltre alla disponibilità degli Stati Uniti a fornire copertura all’entità sionista, mentre l’Iran ha confermato di esercitare il suo legittimo diritto di difendersi, prendendo di mira le basi militari americane senza danneggiare gli interessi dei Paesi ospitanti, previo avviso al vicino sulla natura di queste operazioni in conformità con le leggi internazionali.
Iran chiude Stretto di Hormuz
I dati hanno mostrato che l’Iran non ha chiuso lo Stretto di Hormuz con mine marine, ma è stato in grado di imporre una minaccia psicologica ai Paesi che attraversano lo stretto, il che ha portato a un’interruzione del movimento delle petroliere commerciali e ad un aumento della pressione sugli Stati Uniti e sui loro alleati.
L’Iran sostiene che la gestione della fine delle operazioni militari è nelle sue mani e che qualsiasi guerra iniziata contro di esso si concluderà con la sua decisione finale, sottolineando al contempo che la risposta di rappresaglia iraniana mantiene sia le linee di difesa che quelle di attacco, basate sulle sue capacità militari e sulla sua pianificazione strategica, e riflette il suo passaggio dalla difesa tradizionale a una dottrina difensiva offensiva, che include l’attacco alle basi americane.
Continuano le valutazioni iraniane e internazionali sugli sviluppi della battaglia, mentre le forze militari e giudiziarie iraniane gestiscono le operazioni senza bisogno di apparizioni sui media, affermando la capacità della Repubblica Islamica di rimanere salda e continuare a rispondere secondo piani prestabiliti, garantendo così la protezione dei suoi interessi strategici e assicurando una risposta all’aggressione americano-sionista.
di Redazione



