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Iran rafforza capacità di deterrenza contro la supremazia americana

La lotta tra Iran e Stati Uniti è uno dei conflitti geopolitici più complessi e prolungati dell’era moderna. A differenza delle guerre convenzionali tra Stati rivali, questa lotta incarna una lotta ibrida che combina simultaneamente le caratteristiche della guerra paritaria e di quella diseguale. L’Iran, di fronte a una superpotenza tecnologica, ha sviluppato una strategia politico-militare multidimensionale che gli consente di compensare le carenze convenzionali pur mantenendo elementi di deterrenza.

L’approccio iraniano combina resilienza ideologica, adattabilità tecnologica e sfruttamento del vantaggio geografico all’interno di una dottrina di combattimento unificata, progettata per sfidare l’influenza americana senza arrivare a un conflitto diretto e distruttivo. Per comprendere la lotta tra Iran e Stati Uniti, è necessario esaminare come la guerra paritaria e quella diseguale si integrino nella stessa strategia.

Guerra uguale contro guerra diseguale

In una guerra alla pari, le parti hanno capacità militari simili e la battaglia si svolge con forme di combattimento relativamente tradizionali. Gli Stati Uniti, in quanto potenza militare più avanzata al mondo, fanno affidamento sulla superiorità tecnologica e di intelligence, sulla capacità di dispiegamento globale, su un esteso trasporto navale e su sistemi di attacco di precisione.

L’Iran, d’altro canto, non può competere con gli Stati Uniti in termini di dispiegamento militare globale, superiorità aerea o grandi forze convenzionali. Pertanto, l’Iran ha investito in risorse selezionate nel campo della guerra paritaria, in particolare in tecnologie missilistiche, droni, difesa aerea, capacità anti-marittime e informatiche.

Resilienza e pazienza: un fondamento nella guerra impari

La strategia militare iraniana enfatizza la resilienza e la pazienza come componenti chiave di una guerra impari. Gli strateghi iraniani sono consapevoli che gli Stati Uniti tendono a fare affidamento su mosse militari rapide e decisive volte a ottenere risultati politici in breve tempo. Al contrario, le forze iraniane adottano una visione a lungo termine, basata sul contenimento della potenza avversaria e sull’esercizio della pazienza strategica.

Dispiegando risorse militari, sistemi sotterranei ed evitando la concentrazione del comando, l’Iran mira a sopravvivere a un attacco iniziale e a prolungare il conflitto, creando così un equilibrio in cui il primo attacco non porta a una rapida vittoria per la parte avversa.

Iran: programma missilistico e sottomarino

L’Iran ha costruito uno degli arsenali di missili balistici, missili da crociera e droni più grandi e diversificati dell’Asia occidentale, sotto restrizioni e sanzioni per quasi cinquant’anni. Negli ultimi trent’anni, ha sviluppato una gamma avanzata di droni con capacità operative impressionanti e un basso rapporto costi-benefici, tanto che alcuni dei suoi sistemi fungono persino da modelli di riferimento a vari livelli.

Missili e droni consentono all’Iran di colpire le basi americane in tutta la regione, incluso il Golfo Persico e talvolta anche oltre. L’approccio iraniano in quest’area sottolinea: Precisione dell’attacco – Capacità di sopravvivere ai primi passi – Tattiche di schieramento estese.

Le forze di terra iraniane hanno investito nella costruzione di “città missilistiche” e di strutture di lancio sotterranee protette che garantiscono la capacità di rilancio anche dopo un attacco aereo.

Mantenendo la capacità di danneggiare in modo significativo le forze americane e le loro infrastrutture (come è stato notato durante le precedenti esacerbazioni dei conflitti), l’Iran mira a creare un deterrente strategico che assomiglia in una certa misura a una guerra egualitaria.

Difesa aerea: migliorare la capacità contro gli Stati Uniti

Il sistema di difesa aerea è un altro elemento chiave per mantenere l’equilibrio rispetto alla superiorità aerea statunitense. L’Iran ha investito molto nello sviluppo di sistemi di difesa aerea multilivello, che combinano la tecnologia nazionale con le capacità disponibili da fonti straniere.

Modelli come il Power-373 e configurazioni migliorate di sistemi più vecchi sono progettati per rendere più difficili gli attacchi aerei e per rendere almeno più semplice per gli Stati Uniti l’esecuzione di operazioni rapide, come quelle precedentemente effettuate in Iraq o in Libia.

L’approccio di difesa aerea crea un punto di equilibrio parziale che aumenta le possibilità di sopravvivenza dell’Iran durante un conflitto e crea un equilibrio che impedisce operazioni aeree rapide e facili.

Il dominio marittimo: una combinazione di egualitario e non egualitario

Analogamente ad altri settori, l’Iran ha adottato un approccio ibrido in mare. Mentre la Marina statunitense controlla le acque aperte, l’Iran si concentra sull’influenza dello Stretto di Hormuz, un’area altamente strategica in cui transitano petroliere per il trasporto di energia e materie prime. La strategia navale dell’Iran comprende: Missili costieri di precisione – Navi da attacco veloci – Mine navali – Sottomarini avanzati – Tattiche di attacco di gruppo.

Questa tattica crea incertezza operativa, aumenta i costi della navigazione tradizionale e potrebbe persino interrompere le rotte di navigazione e danneggiare le forniture energetiche, indebolendo la capacità degli Stati Uniti di operare liberamente in acque ristrette.

Iran: guerra di percezione e informazione

Come parte significativa della sua strategia iniqua, l’Iran fa ampio uso di strumenti di informazione, media e guerra informatica. La propaganda politica e mediatica mira a influenzare l’opinione pubblica regionale e globale, con l’obiettivo di minare la legittimità delle azioni americane.

Rispondere nel cyberspazio, compresi gli attacchi alle infrastrutture e ai sistemi informativi, fornisce a Israele un modo relativamente economico ma minaccioso per provare a danneggiare il nemico senza esporsi a deviazioni strategiche dirette.

La guerra tra Iran e Stati Uniti non è una lotta unidimensionale basata solo sulle armi. È una delicata combinazione di capacità egualitarie e asimmetriche, che si completano a vicenda all’interno di un unico sistema strategico. L’Iran riesce a trasformare i suoi limiti tradizionali in punti di forza volti a sfidare il vantaggio americano, pur mantenendo la possibilità di sopravvivere a conflitti più lunghi che combinano anche media, cyber e guerra asimmetrica insieme a capacità tecnologiche avanzate.

di Redazione

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