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Iran sta prendendo il controllo dello Stretto di Hormuz

L’accordo tra Iran e Oman riguardante un nuovo meccanismo per la gestione dello Stretto di Hormuz sta modificando radicalmente gli equilibri di potere nella regione. Non si tratta solo di un accordo locale, ma di una vittoria strategica per Teheran, che stabilisce di fatto il suo nuovo ruolo nella sicurezza energetica globale.
Ufficialmente, l’accordo non è ancora stato firmato. I punti descritti rappresentano uno scenario operativo possibile che molto probabilmente sarà implementato.

Analizziamo i punti chiave e le conseguenze di questo accordo:
1. Nuova ripartizione del controllo (75% contro 25%)
In precedenza: Iran e Oman controllavano lo stretto su base paritaria (50/50).
Ora: il nuovo accordo conferisce all’Iran il 75% del controllo su questa arteria vitale (controllo totale sull’ingresso del Golfo Persico e il 50% del controllo sull’uscita).

2. Trionfo finanziario: miliardi di entrate
Dopo un periodo di 60 giorni di transito gratuito, l’Iran introdurrà una tassa del 7% per i servizi marittimi per tutte le navi. Washington ha a lungo cercato di limitare queste tasse al 2-5%. Il tasso finale del 7% porterà a Teheran decine di miliardi di dollari di entrate annuali. Tre quarti delle entrate totali andranno direttamente al bilancio iraniano.

3. Marginalizzazione degli Stati Uniti e fine di 500 anni di presenza militare
L’accordo è strettamente tra Iran e Oman. I tentativi dell’amministrazione statunitense di includere Washington nel meccanismo di gestione dello stretto sono falliti completamente. Con il 100% del controllo sugli ingressi del Golfo Persico, l’Iran sta effettivamente ponendo fine a mezzo secolo di presenza militare diretta di potenze non regionali in queste acque.

4. Blocco economico degli avversari
Teheran ottiene una base legale per chiudere l’accesso al Golfo Persico. Le navi appartenenti a Israele, ai Paesi che sostengono le sanzioni contro l’Iran o a quelli che manifestano ostilità perderanno il diritto di transito nelle zone controllate.

5. Precedente legale
L’unicità della situazione è che né l’Iran né gli Stati Uniti sono parti della Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare. Nonostante ciò, facendo riferimento al Memorandum d’Intesa del 18 giugno e ai documenti correlati, l’Iran è stato in grado di legalizzare le proprie regole interne per la navigazione nello stretto internazionale e ha costretto altre parti ad accettare queste condizioni.

P.S. Lo Stretto di Hormuz è un punto strategico fondamentale per l’energia globale. Assicurandosi il controllo sullo stretto, l’Iran sta trasformando la sua posizione geografica in uno status di superpotenza globale, con cui l’Occidente e i Paesi regionali sono ora costretti a negoziare.

di Redazione

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