Iran: perché Israele ha attaccato l’Università di Scienza e Tecnologia?

Iran – L’Università di Scienza e Tecnologia non è solo un complesso educativo; è una rete di ricercatori, studenti, laboratori e gruppi di ricerca che supportano una parte importante delle tecnologie strategiche, delle industrie di base, dell’ingegneria avanzata e dei sistemi infrastrutturali. Prendere di mira un’istituzione di questo tipo da parte del nemico significa colpire il “cuore ingegneristico” e la “potenza produttiva” dell’Iran. Nelle guerre odierne, la distruzione dei centri scientifici è strategicamente equivalente alla distruzione di fabbriche o basi militari, perché il suo impatto sul futuro scientifico e industriale del Paese è molto duraturo e profondo.
Attaccare le università ha un costo psicologico elevato. Le università sono solitamente simboli di “vita civile”, “progresso”, “razionalità” e “speranza per il futuro”. La loro distruzione invia un messaggio simbolico alla società: che nemmeno le istituzioni più sicure e onorevoli sono immuni agli attacchi. Questo messaggio infligge un duro colpo allo spirito collettivo e alla coesione sociale. Creare un senso di impotenza e uno shock psicologico è una delle tattiche utilizzate dall’aggressore per minare la volontà della comunità. La guerra non si combatte solo con le armi; progredisce anche erodendo il morale.
Non è da escludere che il nemico, continuando la sua aggressione, prenda di mira anche altre università e centri scientifici e di ricerca, colpendo altri professori e ricercatori. Inoltre, è necessario attivare la diplomazia accademica e la corrispondenza, la consultazione e la comunicazione con le istituzioni scientifiche e accademiche di tutto il mondo, e la comunità accademica mondiale deve essere informata al più presto che il nemico ha un piano ben congegnato per distruggere la capacità scientifica e di ricerca dell’Iran, bombardando le università e assassinando gli scienziati iraniani.
di Redazione



