In Bahrain si spendono ogni anno 95 milioni di dollari per reprimere le proteste

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di Redazione

Il regime del Bahrain spende ogni anno circa 95 milioni di dollari per reprimere le manifestazioni anti-governative. Il quotidiano al-Maidan ha presentato un rapporto in cui si afferma che il regime degli Al-Khalifa ha assunto 21mila forze di sicurezza, tra cui espatriati pakistani, per impiegarli in attività repressive. Più di 2,5 miliardi di dollari sono stati spesi per l’acquisto di armi dall’inizio delle proteste scoppiate tre anni fa. Da metà febbraio 2011, decine di migliaia di manifestanti anti-regime hanno tenuto numerose dimostrazioni per le strade del Bahrain, invitando la famiglia reale degli Al-Khalifa a cedere il potere.

Il 14 marzo 2011, le truppe dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti hanno invaso il Paese per sostenere il governo del Bahrain nel suo giro di vite contro i manifestanti. Secondo fonti locali, decine di persone sono state uccise e centinaia arrestate. Il 10 giugno scorso, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (Ohchr) ha condannato il regime di Manama per le ripetute violazioni dei diritti umani nel Paese. Diverse associazioni internazionali per i diritti umani hanno espresso profonda preoccupazione per la repressione attuata dal regime degli Al-Khalifa contro ogni forma di opposizione nel Paese del Golfo.

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