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Il Nasrallah che non conosci, dal calcio alla vita privata

di Redazione

Riportiamo parte dell’intervista rilasciata dal segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, al quotidiano libanese Al-Akhbar, in cui si affrontano diversi aspetti e argomenti che vanno dalla Siria, alla recente guerra di Gaza, alla guerra del 2006 contro Israele, alle questioni libanesi, per concludere con curiosi aspetti della sua vita privata.

Le piace il calcio?

Sì, mi piace il calcio e lo praticavo con gli amici, prima e dopo aver messo il turbante.

Tifa per una squadra in particolare?

Io per lo più sostengo il Brasile, ma a volte anche l’Argentina, soprattutto ai tempi di Maradona. Mi piaceva il suo gioco che praticano in Sud America.

E nella recente Coppa del Mondo?

Si diceva che tifassi per il Brasile, ma in realtà non facevo il tifo per nessuno. Tra i sostenitori di Hezbollah vi è il supporto per il Brasile. E’ una vecchia preferenza basata sulle loro tecniche di gioco. Poi, la gente ha iniziato a dire che la bandiera brasiliana è giallo-verde, i colori della bandiera di Hezbollah.

Ha seguito le partite?

Francamente quest’anno non mi è stato possibile seguire molto la Coppa del Mondo, a causa degli eventi in Libano e Siria, e ciò che sta accadendo a Gaza e in Iraq. Ho visto solo la parte finale delle partite, ma solo per il bene di mio figlio.

Usa Facebook?

Per aspetti legati alla sicurezza dovrei stare lontano da tutto ciò che riguarda i telefoni cellulari e internet. Così, non ho un rapporto diretto con Facebook, ma sono sempre aggiornato su tutti i tipi di discussioni e conversazioni che avvengono su Facebook, attraverso rapporti e sintesi preparati dai nostri uffici.

Di solito, la gente si abitua a vivere in un luogo e dormire sempre in un letto. Come si adatta ai continui cambiamenti nella sua vita?

Questo è vero. Ma quando si cambiano i luoghi poi ci si abitua, queste cose sono divenute naturali per me, soprattutto dopo il 2006.

Qual è il suo piatto preferito?

Nessuno in particolare. Mangio ciò che è disponibile. Spesso mi viene chiesto cosa vorrei mangiare, ma dico sempre che per me va bene qualsiasi cosa. Mangio ciò che è facile da preparare, come i soldati sul fronte, che non hanno una scelta di cibi preferiti. In passato mi piacevano diversi piatti come il moloukhieh e moujaddara con riso e pesce.

La zona di Dahiyeh è cambiata molto dopo il 2006, avete un’idea di come sia oggi?

Naturalmente, dal momento che io non sono lontano da Dahiyeh e conosco ogni suo dettaglio. Gli israeliani promuovono l’idea, sostenuta anche dai media arabi, che io viva in un bunker, al riparo dalla gente. Ma io non vivo in un bunker. Misure di sicurezza significano segreto di movimento. Tuttavia, questo non mi impedisce di muovermi, guardare e vedere ciò che sta accadendo.

Quale parte del Libano le piace?

Ho vissuto da giovane diversi anni nella Bekaa, ho molti amici personali in quella regione. Con il tempo i propri sentimenti su certe aree o anche verso le persone che ami e che ti amano non sarà più parziale. Ma non si può dire che tengo ad una parte del Libano piuttosto che un’altra. Se fate un passo nel mio cuore non troverete che mi piace una zona o un villaggio più di altri.

Voi guardate i film o le serie Tv?

Quando ho tempo mi piace seguire alcune serie come al-Taghriba al-Filastiniya, al-Nabi Yusuf, al-Hajjaj Bin Yusuf, al-Ghaliboun e spettacoli simili.

Avete letto i romanzi?

Ho letto molti romanzi in passato. Ma da cinque anni non leggo nulla del genere. Poco fa, ho ricevuto un libro, come dono, intitolato Ain al-Jawza, così l’ho letto. Quando si è in una posizione di responsabilità, tutte le priorità sono legate all’attualità. In termini di cultura, per esempio, ho letto articoli che trattano della questione dei Takfîr, la loro storia, le cause e gli obiettivi. Ci sono diversi ottimi libri sul tema, scritti sia da sciiti e sunniti, dal momento che questo argomento riguarda tutti. Prima del 2006, la mia lettura era focalizzata su Israele, come ad esempio le biografie dei suoi dirigenti generali, politici e di partito. Questa è la nostra battaglia e dobbiamo essere degli specialisti in materia.

Voi seguite i canali televisivi diversi da Al-Manar?

Guardo canali televisivi costantemente. Per quanto riguarda le notizie seguo diversi canali. Guardo tre dei canali satellitari arabi, Al-Mayadeen, Al-Jazeera e Al-Arabiya, ma Al-Mayadeen più degli altri. Controllo ciò che dicono su Al-Arabiya e Al-Jazeera, indipendentemente dalla mia idea, soprattutto per le notizie. Per quanto riguarda i canali libanesi, li seguo tutti. Poi guardo tutti i report preparati dal nostro ufficio Media in materia di stazioni radio, canali televisivi e siti internet. La lettura di questo materiale consente di farsi un’idea generale.

Parla altre lingue oltre l’arabo e il persiano?

Parlo l’inglese, ma a causa della mancanza di pratica lo capisco molto bene ma non lo parlo perfettamente.

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