Medio Oriente

Hezbollah ha sconfitto l’arroganza sionista

Sono trascorsi 13 anni dalla brutale aggressione israeliana che per lunghi 33 giorni devastò il Libano, causando la morte di 1300 civili libanesi e il ferimento di altri 4mila. Nel corso delle celebrazioni per l’anniversario è intervenuto il membro del Consiglio centrale di Hezbollah, lo sceicco Nabil Qawook, che ha sottolineato che il Libano è il Paese arabo più forte di fronte al potere sionista, aggiungendo che le formule militari imposte dalla Resistenza continueranno a proteggere il Paese da qualsiasi aggressione israeliana. Lo sceicco Qawook ha evidenziato come Hezbollah è riuscito nella guerra del 2006 a sconfiggere l’arroganza israeliana, sottolineando l’importanza della formula esercito-popolo-resistenza che rovesciò la superiorità militare sionista.

Hezbollah

Tenendo un discorso durante la cerimonia di Hezbollah nella città di Sidone in occasione del 13° anniversario della Vittoria Divina sul nemico sionista, lo sceicco Qawook ha confermato che anche l’attuale guerra economica contro la Resistenza Islamica fallirà, sottolineando che l’amministrazione americana sa che, nonostante la sanzione impone su Hezbollah, la Resistenza gode di un ampio sostegno popolare in Libano.

Obiettivi israeliani della guerra di luglio

Tornando alla guerra di luglio, l’entità sionista annunciò gli obiettivi del lancio dell’aggressione contro il Libano come:

  • Rilascio dei due soldati israeliani rapiti dai combattenti di Hezbollah il 12 luglio 2006
  • Arrestare il lancio di missili da parte dei combattenti di Hezbollah nei territori occupati
  • Disarmo di Hezbollah

È degno di nota qui menzionare che i funzionari israeliani, all’epoca, usavano il termine “schiacciare Hezbollah” mentre parlavano degli obiettivi della guerra di luglio. La guerra finì ad agosto e nessuno dei tre obiettivi venne raggiunto. I corpi dei due soldati israeliani rapiti furono restituiti l’anno successivo (luglio 2008) in un accordo di scambio indiretto mediato dalla Germania tra Hezbollah e l’entità sionista.

I combattenti di Hezbollah non cessarono di lanciare razzi. Le città israeliane sono state sotto il fuoco della Resistenza libanese per 33 giorni. Il movimento di Resistenza libanese è diventato considerevolmente più forte dal 2006.

Gli obiettivi sono cambiati?

A tredici anni di distanza, si è stabilito un maggiore equilibrio di potere tra la Resistenza libanese ed entità sionista. Nel tredicesimo anniversario della guerra, l’ex capo di stato maggiore israeliano, Gadi Eisenkot, elenca in un articolo pubblicato dal Washington Institute l’8 luglio 2019, gli obiettivi “strategici” fissati dall’entità sionista all’inizio della guerra di luglio.

  • “Rafforzare la deterrenza israeliana nella regione”
  • “Arrestare il terrorismo dal territorio sovrano del Libano”
  • “Costringere il governo libanese ad assumersi la responsabilità per il sud”
  • “Pressioni su Hezbollah per restituire i soldati rapiti”
  • “Causare danni significativi a Hezbollah e alle sue capacità militari”
  • “Tenere la Siria e i territori palestinesi fuori dalla guerra”

Nessuno degli obiettivi annunciati da Tel Aviv nel 2006 è stato menzionato dal generale israeliano in pensione. Il tono israeliano, mentre parlava degli obiettivi della guerra di luglio, non fu solo ammorbidito stabilendone di totalmente diversi, ma anche questi obiettivi furono sostituiti da altri che mostrano l’incapacità dell’entità sionista di affrontare Hezbollah.

Quando un esercito di occupazione, una volta chiamato esercito invincibile nella regione, usa il termine “deterrenza” mentre parla di un potere che lo combatte, allora questa occupazione mette in dubbio la sua esistenza e riconosce quindi che Hezbollah ha imposto la sua equazione di “deterrenza libanese”.

https://www.youtube.com/watch?v=I6IeafNxZx0

Hezbollah incubo israeliano

A parte l’articolo di Eisenkot, negli ultimi anni i funzionari israeliani hanno considerato Hezbollah come l’unica forza araba a aver negato all’esercito israeliano di occupazione un’unica vittoria decisiva negli ultimi tre decenni.

Con le minacce di Hezbollah di conquistare la Galilea, inondare l’entità sionista di missili di precisione e colpire i serbatoi di ammoniaca di Haifa o il reattore nucleare di Dimona, i comandanti militari israeliani credono che solo un cessate il fuoco li renderà di nuovo sicuri. Il popolo israeliano, nel frattempo, considera gli sforzi “difensivi” del proprio esercito – la barriera alla frontiera libanese-palestinese e il multimiliardario sistema di difesa antimissile – come misure inutili.

A 13 anni di distanza, l’esperienza acquisita da Hezbollah nella guerra siriana, rappresenta una garanzia per una futura e definitiva vittoria di Hezbollah sul regime sionista.

di Giovanni Sorbello

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