
Guerra all’Iran – Si è soliti dire “Historia magistra vitae”, eppure nessuno impara mai niente, ciechi e sordi si portano avanti schemi che, già in passato, hanno mostrato le loro fallacie meravigliandosi, poi, del perché del fallimento. La guerra all’Iran, condotta da Usa e Israele, rispecchia questo andamento, anche se i prodromi di come sarebbe andata a finire, a volerli vedere, erano già presenti. Tutto è successo nel “lontano” 2002.
Millennium Challenge 2002 e guerra all’Iran
Come l’Iran, anche gli Usa si sono preparati ad uno scenario del genere sin dal 2002, quando andò in scena Millennium Challenge, la più imponente esercitazione militare mai organizzata dalle forze armate statunitensi commissionata dal Congresso, con la finalità di “esplorare sfide del combattimento che gli Stati Uniti dovranno affrontare dopo il 2010”.
L’esercitazione venne ambientata nel 2007 e prevedeva la contrapposizione di una squadra blu e di una squadra rossa, che doveva rappresentare un non meglio specificato Stato canaglia dotato di uno sbocco sul Golfo Persico. La squadra Blu era diretta dal generale Bruwell B. Bell, mentre quella Rossa dal generale Paul Van Riper, 64 anni con 41 anni di servizio nei Marines. L’incarico del “marines” era quello di fronteggiare con scarse risorse la superiore potenza militare statunitense.
Già in polemica con il governo per via dell’esercitazione del 2001, Van Riper decise di partecipare solo se si trattava di un’esercitazione “libera e onesta.” Uno dei punti vincolanti era quello di testare un’operazione di terra limitata ad opera dei Blu; il generale Bell mandò alla squadra Rossa un ultimatum in otto punti. Consapevole della filosofia governativa dell’attacco preventivo, Van Riper attaccò per primo.
Prevedibilità
La raffica di missili da lanciatori terrestri, navi commerciali e arei a bassa quota senza comunicazioni radio presero di sorpresa la Squadra Blu. La trasmissione avveniva attraverso corrieri in motocicletta, messaggi nascosti nelle preghiere recitate dai muezzin e da sistemi di illuminazione intermittente: tattiche già sperimentate nella Seconda Guerra Mondiale.
Parallelamente sciami di motoscafi carichi di esplosivi e missili da crociera cinesi Silkworm affondavano una portaerei e due portaelicotteri. Le tattiche non avevano niente di nuovo, due anni prima i mercenari di al-Qaeda, nell’attacco allo USS Cole, utilizzarono per colpirlo una piccola imbarcazione carica di esplosivo.
Nonostante il precedente, la squadra Blu non fu in grado di reagire e nell’arco di pochi minuti le azioni di Van Riper portarono all’affondamento di 19 navi e la morte di 20mila marines; a conti fatti un disastro peggiore di Pearl Harbor. Van Riper affermò che “nella sala comandi era sceso un silenzio inquietante come se nessuno sapesse cosa fare”.
Il seguito dell’esercitazione, che fece saltare i nervi ai centri di comando, portò alle dimissioni di Van Riper dopo sei giorni di esercitazioni, dopo essersi reso conto che il gioco era stato truccato e che la Squadra Blu, aiutata dall’interno, ebbe raggiunto tutti i suoi obiettivi. Nella sostanza si trattò di un disastro di cui nessuno, ad oggi, appare aver compreso la lezione.
di Sebastiano Lo Monaco



