Gli Usa trasformano 500 ordigni nucleari in “intelligenti”

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di Salvo Ardizzone

Gli Stati Uniti stanno per varare un programma per l’aggiornamento di 500 ordigni nucleari all’idrogeno B-61, comprese le 180 testate dislocate presso le sei basi in Europa, fra cui le due in Italia ad Aviano e Ghedi.

Il programma, che costerà fra gli 8 e i 12 Mld di dollari, porterà tutte le bombe alla versione M-12 che le trasformerà da ordigni a caduta libera a “intelligenti”, capaci di raggiungere il bersaglio con un’approssimazione di 30-68 metri.

E non è tutto: i modelli precedenti richiedevano una potenza di almeno 400 kilotoni, proprio per avere la sicurezza di distruggere bersagli superprotetti malgrado la scarsa precisione, un potenziale ritenuto “eccessivo” se non in una guerra totale; il Mod-12 può avere una potenza regolabile da 50 kilotoni in giù, vale a dire dall’equivalente di “solo” 50mila tonnellate di tritolo a 300, sufficienti a distruggere qualunque obiettivo grazie all’elevata precisione.

Questa flessibilità, agli occhi del Pentagono, ha il mostruoso effetto di renderle effettivamente impiegabili contro obiettivi “paganti” anche al di fuori di una guerra totale, secondo il ragionamento che si tratta di bombe nucleari, si, ma tutto sommato di potenza limitata, dunque utilizzabili; un sistema d’arma classificato “tattico” e ritenuto un efficace deterrente da usare alla bisogna.

Inoltre, con questo programma, gli Usa intendono parallelamente scoraggiare fortemente gli alleati/sudditi dal pensare di sviluppare tecnologie analoghe, perché vogliono mantenere l’assoluto monopolio dell’eventuale uso dell’arsenale atomico.

Vedi caso, saranno le B-61 schierate in Europa le prime ad essere modificate, e, vedi caso ancora, per motivi tecnici potranno essere lanciate solo dagli immancabili F-35, tagliando fuori ogni altro velivolo.

In Italia, fra Ghedi ed Aviano, dovrebbero essere allocate fra le 30 e le 50 bombe; le altre saranno in Belgio a Kleine Brogel, in Germania a Buchel, in Olanda a Volkel e in Turchia a Incirlik.

È un ulteriore passo irresponsabile per ravvivare la crisi attizzata ad arte con la Russia, creando un nemico artificiale che giustifichi la Nato e la sua occupazione militare, mantenendo separati i Paesi europei da Mosca e spezzando una naturale collaborazione. Per l’Europa, l’ennesima manifestazione di ottusa ed autolesionistica sudditanza.

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