Gli Stati Uniti mirano alla destabilizzazione e alla distruzione dell’Egitto

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di Cristina Amoroso

Perché gli Stati Uniti sentono il bisogno di distruggere i paesi del Medio Oriente? Si chiede  il Dr. Kevin Barrett, giornalista islamologo, in un articolo della scorsa settimana.

“Si tratta del “Piano di Oded Yinon” di Israele, il piano di annientare i vicini di Israele e unire tutte le terre tra il Nilo e l’Eufrate per la Grande Israele. E’ l’impegno assunto dagli Usa dopo “il colpo di stato dell’11 settembre, di distruggere “sette paesi in cinque anni”, in linea con il “CleanBreak” di Netanyahu”.

Risponde il giornalista, che cita altre sue interviste  correlate: “La KSA (Kosher Supervision of America) sta sabotando le rivoluzioni mediorientali”.

“Gli Stati Uniti usano  i soldi delle tasse per pagare i terroristi”. “Il governo degli Stati Uniti mira alla destabilizzazione e alla distruzione finale per l’Egitto?”.

A dimostrazione della sua tesi Barrett porta la recente nomina di Robert Ford come ambasciatore degli Stati Uniti in Egitto. La nomina di Ford  manda un messaggio chiaro: i politici americani vogliono distruggere l’Egitto nello stesso modo in cui hanno distrutto l’Iraq e la Siria,  utilizzando squadroni della morte e terrore (false bandiere) per stimolare una guerra civile.

Robert Ford, secondo il professor Michel Chossudovsky (Global Recherch), ha collaborato con il famigerato criminale di guerra John Negroponte nell’applicare la “Opzione Salvador” in Iraq nel 2004. Chossudovsky scrive: “l ‘Opzione Salvador” è un “modello terrorista” di uccisioni di massa da parte degli Stati Uniti finanziando squadroni della morte. E’ stato applicato la prima volta in El Salvador (da Negroponte) nel periodo d’oro della resistenza contro la dittatura militare, provocando circa 75.000 morti”.

E’ pur vero che l’Egitto di oggi, come  El Salvador del 1980, sta vivendo un periodo d’oro della resistenza contro la dittatura militare che, come la giunta di El Salvador, ha già fatto ricorso all’assassinio di massa di attivisti anti-governativi. Riuscirà  Robert Ford, esperto nell’organizzazione di omicidi di massa, a spingere il regime militare alla macellazione?

La risposta è semplice, prosegue Barrett.

In passato, il governo degli Stati Uniti avrebbe semplicemente aiutato i dittatori negli omicidi di massa del loro stesso popolo. Nel 1965 in Indonesia, per esempio, gli squadroni della morte controllati della Cia assassinarono  circa un milione di oppositori del regime di Suharto. La Cia raccoglieva i nomi di potenziali vittime, addestrava gli squadroni della morte, e li scatenava. La maggior parte del milione di persone uccise da questi squadroni della morte sono stati brutalmente torturati prima della morte.

Oggi, gli Stati Uniti sono più interessati a distruggere paesi del Medio Oriente che a puntellare dittatori dell’America latina e dell’Asia.

Così è stato affinato l’ uso di squadroni della morte. Invece di uccidere gli attivisti anti-governativi per sostenere un dittatore fantoccio di proprietà americana, gli Stati Uniti ora sponsorizzano squadre della morte su entrambi i lati della divisione politico-religiosa con lo scopo di creare una guerra civile per indebolire la nazione di destinazione.

Questa è l’ “Opzione Salvador” che Robert Ford ha compiuto in Iraq nel periodo 2004-2006, sotto il mandato di John Negroponte, allora ambasciatore degli Usa a Baghdad (giugno 2004-aprile 2005).

Ed è anche quella di Ford l’ “Opzione Salvador II” compiuta in Siria nel 2011,con la nomina di ambasciatore.  Fin dal suo arrivo a Damasco, alla fine di gennaio 2011, l’ambasciatore Robert S. Ford ha svolto un ruolo centrale nel gettare le basi, così come stabilire contatti, con i gruppi di opposizione. Un’ ambasciata Usa a Damasco operativa, era vista come una precondizione per lo svolgimento di un processo di destabilizzazione politica che portasse al “cambio di regime”.
Nel 2004, la resistenza irachena è stata sconfitta dagli invasori americani. Così Ford e Negroponte hanno utilizzato squadroni della morte e false bandiere per mettere le varie fazioni della resistenza l’una contro l’altro. Hanno creato unità di squadroni della morte “al-Qaeda” sponsorizzate, per attaccare brutalmente e indiscriminatamente vittime sciite. Ed hanno incoraggiato (e in alcuni casi realizzato) una rappresaglia sciita – nella speranza di stimolare una guerra civile settaria.

La squadra americana “Opzione Salvador” è stata responsabile di molti, se non della maggior parte degli “attentati suicidi” contro i civili iracheni durante quegli anni. In pratica  un iracheno veniva pagato per guidare un camion verso un mercato o moschea, o parco, con l’ordine  di attendere ulteriori istruzioni. Il camion veniva poi fatto saltare in aria con il telecomando, e l’iracheno morto veniva etichettato come un “attentatore suicida”.

Forse il più noto attacco con false-bandiere sponsorizzato in Iraq – presumibilmente progettato da Ford e Negroponte – è stato il bombardamento del “Golden Dome” moschea di al-Askari a Samarra il 22 febbraio 2006. Testimoni del quartiere hanno riferito che prima del bombardamento, le forze Usa avevano transennato la moschea e ne avevano preso il controllo. Non c’era alcun dubbio che il bombardamento fosse stato effettuato dalle forze Usa, che erano in completo controllo della moschea transennata-off, quando le bombe sono esplose. Naturalmente, questo attacco statunitense è stato attribuito ad “al-Qaeda”.

Il risultato netto di Ford e Negroponte della campagna di terrore (false-bandiere) in Iraq è stata una guerra civile che infuria ancora a tutt’oggi. La distruzione dell’Iraq attraverso squadroni della morte e terrore ha avuto un tale successo che Robert Ford è stata inviato in Siria per applicarvi la stessa procedura. Nel 2011, Ford è stato fatto ambasciatore in Siria – e improvvisamente un’ondata di violenza ha creato lo stesso tipo di guerra civile che ancora infuria in Iraq. Il presidente siriano Bashar al-Assad ha tardivamente capito che la violenza nel suo paese era stata creata da terroristi sotto false-bandiere.

Barrett è convinto che, considerato il  suo record in Iraq e in Siria, ecco cosa dobbiamo aspettarci in Egitto: Ford e la sua squadra di americani organizzatori di squadre della morte ed esperti terroristi dalle false bandiere  (possibilmente includendo alcune delle persone che hanno fatto esplodere il World Trade Center) creeranno sparatorie e bombardamenti. La  colpa cadrà sugli “islamisti radicali”. Sarà quindi incoraggiata la giunta egiziana ad arrestare, torturare e uccidere i manifestanti. Dal momento che la giunta militare egiziana è fondamentalmente una milizia americana, creata e gestita da miliardi di dollari di sostegno degli Stati Uniti, il burattino dittatore el-Sisi dovrà seguire gli ordini americani… e immergere il suo paese nella guerra civile.

Sembra proprio che gli  Stati Uniti vogliano distruggere l’Egitto, conclude Barrett, vale la pena notare – aggiunge – che gli Stati Uniti hanno segretamente progettato il rovesciamento del Presidente Morsi democraticamente eletto, in parte perché Morsi aveva parlato con forza contro il disegno dell’Etiopia di costruire una  diga sul Nilo, e rubare così la maggior parte della fornitura di acqua dell’Egitto, condannare in tal modo gran parte della popolazione egiziana a una morte lenta. Gli Stati Uniti, attraverso il suo burattino etiope, hanno  in programma un genocidio che ucciderà decine di milioni di egiziani. E se qualche leader egiziano tenta di fermarlo, come Morsi, sarà eliminato.
Perché dunque gli Stati Uniti sentono il bisogno di distruggere i paesi del Medio Oriente? Ironia della sorte, non si tratta nemmeno di interessi degli Stati Uniti. Si tratta del “piano di Oded Yinon” di Israele di annientare i vicini di Israele e raccogliere tutte le terre tra il Nilo e l’Eufrate per la Grande Israele: la distruzione del Medio Oriente che gli Usa offrono in dono ad Israele.  

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