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“Gli italiani ammirano Israele per ciò che rappresenta”, domanda al premier Monti, “Eccellenza, ne siete sicuro?”

di Redazione

“Gli italiani ammirano molto Israele per ciò che rappresenta”. Questa è la frase che l’onorevole Mario Monti, presidente del Consiglio dei Ministri italiano, ha pronunciato all’inizio della conferenza stampa seguita al colloquio con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, giovedì 25 Ottobre.

Ed allora, tentiamo di riflettere su questa dichiarazione.

Israele, dal punto di vista della legalità internazionale, dal punto di vista delle leggi Onu, rappresenta un paese, (peraltro l’unico formato a tavolino nel 1948), che ha nella sua pagella il record mondiale di violazione di risoluzioni Onu; oltre 70 risoluzioni violate. La lista completa di queste risoluzioni viene riportata al termine di questa riflessione, qualora il premier Monti voglia dare una occhiata.

Ed allora prima conclusione: Israele è un qualcosa di palesemente opposto alla legalità internazionale.

Pensiamo un’altro pò; cosa rappresenta Israele? Partiamo dai fatti di 2 giorni fà. Rappresenta una entità che attacca una nave con a carico giocattoli, materiale didattico, viveri e cemento che è diretto a Gaza. E lo ha fatto per la terza volta negli ultimi anni. I membri della nave che erano tutti pacifisti europei impegnati in una missione umanitaria, sono stati presi, immobilizzati con le pistole taser, picchiati, malmenati, imprigionati e derubati dei loro beni. Lo stesso trattamento lo ha ricevuto pure l’italiano Marco Ramazzotti Stockel.

Seconda conclusione: Israele pratica tranquillamente atti di pirateria.

Ma che cosa è Gaza, dove la nave Estelle voleva portare gli aiuti? Una Striscia di terra assediata dal 2007 solo perchè ha votato in delle elezioni democratiche il partito che preferiva che però Israele non amava. L’assedio di Gaza dal 2007 ha causato la morte di migliaia di persone, anche per la fame, la sete e la mancanza di medicine, ed ha reso in miseria la Striscia; gli europei che l’hanno vista la definiscono “un lager”.

Terza conclusione: Israele è un qualcosa di anti-democratico che viola i diritti umani mettendo in atto punizioni di massa contro intere popolazioni.

Ma rimaniamo a 2 giorni fa. Il Sudan, nazione africana sovrana, indipendente e membro dell’Onu che non ha commesso la minima azione irregolare, viene all’improvviso bombardata dall’aviazione israeliana che uccide pure due persone e distrugge una fabbrica.

Quarta conclusione: Israele è una entità violenta che aggredisce le nazioni della sua regione creando insicurezza e instabilità.

A cavallo tra il 2008 ed il 2009, Israele bombardò a tappeto la Striscia di Gaza causando circa 1400 morti, per la maggiorparte donne e bambini. In questi bombardamenti estesi, la tattica usata era tale da rendere chiaro che la maggiorparte delle vittime sarebbero state civili. Sono state usate, lo dimostrano i documenti Onu, anche armi al fosforo bianco ed all’uranio impoverito.

Quinta conclusione: Israele è perseguibile per crimini contro l’umanità, indipendentemente dalla questione che abbia o non abbia ragione nel contenzioso con i palestinesi.

Nel 2006 Israele ha tentato di aggredire il Libano in una campagna di 33 giorni, senza riuscirci. Un solo dato su questa aggressione, quando il cessate il fuoco, nell’ultimo giorno della guerra era ormai stato stabilito, l’aviazione israeliana ha continuato a versare sul sud del Libano le bombe a grappolo, che dividendosi hanno lasciato milioni di munizioni inesplose. Oggi, in Libano, i bambini che giocano sono la principale vittima di queste munizioni inesplose.

Sesta conclusione: Israele aggredisce senza motivo le altre nazioni ed in più mira pure a danneggiarne la popolazione civile, anche quando sa che le operazioni di guerra si sono concluse.

A questo punto non ci rimane che trarre le conclusioni e fate caso al fatto che non abbiamo dato ne torto ne ragione ad Israele per quanto riguarda la questione palestinese, quella dei due Stati, dei territori occupati ecc…, abbiamo solo basato le nostre conclusioni su azioni effettive svolte da Israele che indipendentemente dalla posizione politica di una persona, sono azioni da condannare sulle basi delle leggi internazionali.

Abbiamo mondato questa analisi da prese di posizione “di parte”, in maniera che l’onorevole Monti possa leggere, visto che la domanda è rivolta a lui.

E dunque la conclusione finale; sulla base dei ragionamenti documentati sopra:

“Gli italiani ammirano molto Israele per ciò che rappresenta”, ovvero:

–         una entità palesemente opposta alla legalità internazionale che detiene il record della violazione delle risoluzioni Onu.

–         una entità che pratica tranquillamente atti di pirateria.

–         una entità anti-democratica che mette in atto punizioni di massa contro intere popolazioni.

–         una entità violenta che aggredisce le nazioni della sua regione creando insicurezza e instabilità.

–         una entità perseguibile per crimini contro l’umanità.

–         una entità che aggredisce senza motivo le altre nazioni ed in più mira pure a danneggiarne la popolazione civile, anche quando sa che le operazioni di guerra si sono concluse.

La domanda al premier Monti è questa: “Voi, Eccellenza, ne siete proprio sicuro?”

***

Infine la lista delle risoluzioni Onu violate da Israele.

– Risoluzione 194 (1947): profughi palestinesi hanno il diritto di tornare alle loro case in Israele;

– Risoluzione 106 (1955): Condanna Israele per l’attacco a Gaza;

– Risoluzione 111 (1956): condanna Israele per l’attacco alla Siria, 56 morti;

– Risoluzione 127 (1958): raccomanda a Israele di sospendere la zona “no man”a Gerusalemme;

– Risoluzione 162 (1961): chiede a Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite;

– Risoluzione 171 (1962): indica brutali violazioni del diritto internazionale da parte di Israele nel suo attacco alla Siria;

– Risoluzione 228 (1966): censura Israele per il suo attacco a Samu in Cisgiordania;

– Risoluzione 237 (1967): chiede con urgenza a Israele di consentire il ritorno dei profughi palestinesi;

– Risoluzione 242 (1967): l’occupazione israeliana della Palestina è illegale;

– Risoluzione 248 (1968): condanna Israele per il massiccio attacco su Karameh in Giordania

– Risoluzione 250 (1968): chiede a Israele di astenersi dal dispiegamento militare a Gerusalemme;

– Risoluzione 251 (1968): deplora profondamente il dispiegamento militare israeliano a Gerusalemme, in spregio della risoluzione 250;

– Risoluzione 252 (1968): dichiara nulli gli atti di Israele volti a unificare Gerusalemme come capitale ebraica;

– Risoluzione 256 (1968): condanna del raid israeliano sulla Giordania e delle palesi violazioni del diritto internazionale;

– Risoluzione 259 (1968): deplora il rifiuto di Israele di accettare la missione delle Nazioni Unite per valutare l’occupazione dei territori;

– Risoluzione 262 (1968): condanna Israele per l’attacco sull’aeroporto di Beirut;

– Risoluzione 265 (1969): condanna Israele per gli attacchi aerei di Salt in Giordania;

– Risoluzione 267 (1969): censura Israele per gli atti amministrativi volti a modificare lo status di Gerusalemme;

– Risoluzione 270 (1969): condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi nel sud del Libano;

– Risoluzione 271 (1969): condanna Israele per la mancata esecuzione delle risoluzioni delle Nazioni Unite su Gerusalemme

– Risoluzione 279 (1970): chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano;

– Risoluzione 280 (1970): condanna gli attacchi israeliani contro il Libano;

– Risoluzione 285 (1970): richiesta dell’immediato ritiro israeliano dal Libano;

– Risoluzione 298 (1971): deplora il cambiamento dello status di Gerusalemme ad opera di Israele;

– Risoluzione 313 (1972): chiede ad Israele di fermare gli attacchi contro il Libano;

– Risoluzione 316 (1972): condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano;

– Risoluzione 317 (1972): deplora il rifiuto di Israele di ritirarsi dagli attacchi;

– Risoluzione 332 (1973): condanna di Israele ripetuti attacchi contro il Libano;

– Risoluzione 337 (1973): condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano;

– Risoluzione 347 (1974): condanna gli attacchi israeliani sul Libano;

– Assemblea Generale risoluzione 3236 (1974): sancisce i diritti inalienabili del popolo palestinese in Palestina all’autodeterminazione senza interferenze esterne, all’indipendenza e alla sovranità nazionale;

– Risoluzione 425 (1978): chiede a Israele di ritirare le sue forze dal Libano;

– Risoluzione 427 (1978): chiede a Israele di completare il suo ritiro dal Libano;

– Risoluzione 444 (1979): si rammarica della mancanza di cooperazione con le forze di pace delle Nazioni Unite da parte di Israele;

– Risoluzione 446 (1979): stabilisce che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo per la pace e chiede a Israele di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra;

– Risoluzione 450 (1979): chiede a Israele di smettere di attaccare il Libano;

– Risoluzione 452 (1979): chiede a Israele di cessare la costruzione di insediamenti nei territori occupati;

– Risoluzione 465 (1980): deplora gli insediamenti di Israele e chiede a tutti gli Stati membri di non dare assistenza agli insediamenti in programma;

– Risoluzione 467 (1980): deplora vivamente l’intervento militare di Israele in Libano;

– Risoluzione 468 (1980): chiede a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci palestinesi e di un giudice, e di facilitare il loro rientro;

– Risoluzione 469 (1980): deplora vivamente la mancata osservanza da parte di Israele dell’ordine del Consiglio di non deportare i palestinesi;

– Risoluzione 471 (1980): esprime profonda preoccupazione per il mancato rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra da parte di Israele;

– Risoluzione 476 (1980): ribadisce che la richiesta di Gerusalemme da parte di Israele è nulla;

– Risoluzione 478 (1980): censura Israele, nei termini più energici, per la sua pretesa di porre Gerusalemme sotto la propria legge fondamentale;

– Risoluzione 484 (1980): dichiara imperativamente che Israele rilasci i due sindaci palestinesi deportati;

– Risoluzione 487 (1981): condanna con forza Israele per il suo attacco contro l’impianto per la produzione di energia nucleare in Iraq;

– Risoluzione 497 (1981): dichiara che l’annessione israeliana del Golan siriano è nulla e chiede che Israele revochi immediatamente la sua decisione;

– Risoluzione 498 (1981): chiede a Israele di ritirarsi dal Libano;

– Risoluzione 501 (1982): chiede a Israele di fermare gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe;

– Risoluzione 509 (1982): chiede ad Israele di ritirare immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano;

– Risoluzione 515 (1982): chiede ad Israele di allentare l’assedio di Beirut e di consentire l’ingresso di approvvigionamenti alimentari;

– Risoluzione 517 (1982): censura Israele per non obbedire alle risoluzioni ONU e gli chiede di ritirare le sue forze dal Libano;

– Risoluzione 518 (1982): chiede che Israele cooperi pienamente con le forze delle Nazioni Unite in Libano;

– Risoluzione 520 (1982): condanna l’attacco di Israele a Beirut Ovest;

– Risoluzione 573 (1985): condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti in Tunisia durante l’attacco alla sede dell’OLP;

– Risoluzione 587 (1986): prende atto della precedente richiesta a Israele di ritirare le sue forze dal Libano ed esorta tutte le parti a ritirarsi;

– Risoluzione 592 (1986): deplora vivamente l’uccisione di studenti palestinesi all’università di Bir Zeit ad opera di truppe israeliane;

– Risoluzione 605 (1987): deplora vivamente le politiche e le prassi israeliane che negano i diritti umani dei palestinesi;

– Risoluzione 607 (1988): chiede ad Israele di non espellere i palestinesi e di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra;

– Risoluzione 608 (1988): si rammarica profondamente del fatto che Israele ha sfidato le Nazioni Unite e deportato civili palestinesi;

– Risoluzione 636 (1989): si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi ad opera di Israele;

– Risoluzione 641 (1989): continua a deplorare la deportazione israeliana dei palestinesi;

– Risoluzione 672 (1990): condanna Israele per le violenze contro i Palestinesi a Haram Al-Sharif/Temple Monte;

– Risoluzione 673 (1990): deplora il rifiuto israeliano a cooperare con le Nazioni Unite;

– Risoluzione 681 (1990): deplora la ripresa israeliana della deportazione dei palestinesi;
– Risoluzione 694 (1991): si rammarica della deportazione dei palestinesi e chiede ad Israele di garantire la loro sicurezza e il ritorno immediato;

– Risoluzione 726 (1992): condanna fermamente la deportazione dei palestinesi ad opera di Israele;

– Risoluzione 799 (1992): condanna fermamente la deportazione di 413 palestinesi e chiede ad Israele il loro immediato ritorno;

– Risoluzione 1397 (2002): afferma una visione di una regione in cui due Stati, Israele e Palestina, vivono fianco a fianco all’interno di frontiere sicure e riconosciute;

– La risoluzione dell’Assemblea generale ES-10/15 (2004): dichiara che il muro costruito all’interno dei territori occupati è contrario al diritto internazionale e chiede a Israele di demolirlo.

Fonte: Irib Italia

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