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Vaticano e gli interessi della massoneria

Vaticano – Sotto il profilo ideologico, la dottrina cattolica e l’ideale portato avanti dalla massoneria sono decisamente agli antipodi: “Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto?” recita un passo del Vangelo di Luca, con il quale Gesù invita a non cercare costantemente di affannarsi per raggiungere cose materiali, giacché il Padre sa di cosa un uomo ha bisogno, infatti il passo continua così: “Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete?”.

Basterebbe solo leggere questi versetti, per demolire dalle fondamenta l’ideale della produttività a tutti i costi, dell’inseguimento sfrenato del profitto e della convinzione di dover faticare tutta la vita per trovare un minimo benessere, convincimenti questi inculcati e fatti radicare nella nostra società proprio da chi, direttamente o indirettamente, sta costruendo un mondo in cui il 99% della popolazione dovrà lavorare sempre di più e guadagnare sempre di meno per sostenere un sistema in cui solo l’1% vedrà i benefici.

Un siffatto sistema, chiamato nuovo ordine mondiale, sappiamo come sia un obiettivo primario della massoneria di tutti i livelli, sia quella finanziaria che quella radicata in politica e si comprende il senso della frase introduttiva dell’articolo, ossia la contrapposizione ideologica naturale tra cattolicesimo e massoneria.

Non solo di pane vive l’uomo

Ad un mondo fatto di nuovi schiavi, il cui benessere si misura in dati e numeri di Pil, spread e quant’altro, il cattolicesimo contrappone, o meglio, dovrebbe contrapporre il principio secondo cui non solo di pane vive l’uomo; il condizionale, purtroppo, è però d’obbligo per due motivi: in primis, la secolarizzazione della società, nella quale anche i cattolici praticanti spesso scordano i principi su cui si basa la loro fede; in secondo luogo, l’infiltrazione che la massoneria perpetua da diverso tempo nel cuore della cristianità, ossia nel Vaticano.

Spiegati dunque i motivi per il quale, a livello ideologico, cattolicesimo e massoneria risultano contrapposti per natura, si comprende anche bene perché chi insegue il progetto del nuovo ordine mondiale veda come grande impiccio la Chiesa, sia nella sua conformazione ideologica–dottrinale, sia nella sua organizzazione istituzionale.

Strategia della massoneria in Vaticano

La strategia portata avanti dalla massoneria per tentare di indebolire la Chiesa, è diversa da quella dello scontro diretto di Napoleone ed invece più propensa al condizionamento interno perpetuato direttamente dalle stanze dei palazzi apostolici vaticani; dunque, la massoneria in Vaticano è ben presente, nonostante la linea ufficialmente dura adottata già dal 1917 contro di essa.

Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione”, così recita il documento emesso dalla Congregazione per la dottrina della fede del 1983, elaborata da Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, eppure qualcosa è andato storto.

Tracce evidenti della massoneria dentro le mura leonine, le ha lasciate Paul Marcinkus, a capo dello Ior negli anni ’80 ed al centro di numerosi scandali finanziari che hanno investito le finanze vaticane e secondo molti storici, lo stesso Marcinkus si sarebbe affiliato alle logge massoniche negli anni ’70, ancora prima di essere noto al grande pubblico. Nel 1978, a pochi giorni dal Conclave che avrebbe eletto Giovanni Paolo I, un articolo di Nino Pecorelli su Op fa i nomi dei cardinali massoni, elenco tuttavia ritenuto poco attendibile visto che lo stesso giornalista, ucciso poco dopo, apparteneva alla P2.

Lo stesso Papa Giovanni Paolo I, morto 33 giorni dopo l’inizio del suo pontificato, secondo molti è stato ucciso da una congiura massonica, in quanto l’ultimo, per adesso, pontefice italiano voleva drasticamente ridimensionare lo Ior e dare una profonda sforbiciata alla curia.

Papa Paolo VI e la commissione d’inchiesta

Poco prima, intorno alla metà degli anni ’70, Papa Paolo VI invece, organizzò una commissione di inchiesta sulle infiltrazioni massoniche dentro la Chiesa e questo impone una riflessione: davvero il Santo Padre non aveva pienezza e contezza di tutto ciò che avveniva in quei pochi metri quadrati che costituiscono il più piccolo Stato del mondo? Se davvero così stavano le cose, si può comprendere il livello di segretezza raggiunto dalla massoneria vaticana ed il suo importante livello di influenza.

Il clamore delle dimissioni di un Papa, sicuramente ha aggiunto molte più suggestioni e supposizioni alle varie teorie sulla presenza dei massoni oltre Tevere e di questo se n’è parlato, apertamente e senza alcun tabù, durante le congregazioni pre Conclave.

Su un articolo uscito sul “Giornale”, si menziona l’intervento fatto da un porporato italiano, il cui nome rimane anonimo, secondo cui adesso bisogna arrivare alla resa dei conti contro la massoneria: “Una volta e per tutte – si legge – bisogna fare i nomi di chi tra dipendenti e prelati dentro il Vaticano è affiliato alle logge e mandarli subito via, è il momento della pulizia”.

Un discorso che fa il pari di quello, già noto, del cardinale brasiliano Braz de Aviz, il quale, sempre nelle congregazioni, tuonava contro la gestione dello Ior e contro il segretario di stato vaticano, Tarcisio Bertone, discorso peraltro molto applaudito dalla gran parte dei porporati presenti nell’aula del sinodo.

Vaticano e massoni

Bisogna chiedersi adesso, se davvero in Vaticano ci sarà la tanto augurata pulizia da massoni ed affaristi; la nomina del cardinal Maradiaga a capo della commissione che dovrà redigere la riforma della curia, operata da Papa Francesco e le stesse omelie del nuovo pontefice, nelle quali fa spesso riferimento ad una Chiesa più orientata verso il Vangelo e meno verso un’eccessiva burocratizzazione, fanno pensare che l’aria oltre Tevere inizi a cambiare.

Se n’è accorto anche un abitante vaticanese come Pietro Orlandi, fratello di Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa nel 1983 e mai più ritrovata e sul cui caso spesso le gerarchie vaticane si sono mostrate sorde, il quale ha dichiarato che da quando Bergoglio è salito sul trono di Pietro si respira un’aria diversa dentro le mura, augurandosi che i numerosi misteri possano essere finalmente svelati.

Ma in questo nuovo clima, c’è anche da sottolineare un fatto; il rischio è che le infiltrazioni massoniche dentro la Chiesa, non si limitino ai soli 800 abitanti del Vaticano, ma comprendano i tanti e troppi movimenti cattolici sparsi nel mondo che nei palazzi apostolici hanno un grande peso.

Detto in altri termini, se è più semplice individuare i massoni dentro Città del Vaticano, è senza dubbio più difficile scovare chi opera dentro movimenti come l’Opus Dei o Comunione e Liberazione, i quali hanno tanti rappresentanti sia in Parlamento che nel nuovo esecutivo italiano, tacciato, non a torto, di essere molto affine agli schemi di chi persegue il nuovo ordine mondiale.

di Mauro Indelicato

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