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Gaza: la lenta annessione di Israele

Striscia di Gaza – Vicino all’insediamento di Reim, appaltatori militari americani stanno attivamente gettando le fondamenta per un centro di comando di 350 acri e 5mila persone, secondo Israel Hayom. Questo complesso rappresenta l’infrastruttura fisica di quella che Washington definisce “un’iniziativa di stabilizzazione”, mascherando un più ampio progetto coloniale per una ricolonizzazione permanente. Rappresenterebbe il punto di riferimento al progetto immobiliare di Donald Trump per spostare oltre due milioni di palestinesi e costruire un’enclave aziendale soprannominata “la Riviera del Medio Oriente”.

Gaza: annessione progressiva

Questa costruzione riflette una strategia di espansione territoriale silenziosa. L’amministrazione Trump ha messo in atto una grande offensiva per evitare attriti diplomatici, spingendo a un’annessione graduale sul terreno. Dal “cessate il fuoco” dell’ottobre 2025, il controllo militare israeliano all’interno di Gaza è passato dal 53 percento a circa il 59 percento. Questo grazie un’indagine di Al Jazeera, dove ha rivelato che Israele ha occupato circa mille chilometri quadrati di zone militari a Gaza, nel sud del Libano e nel sud della Siria.

Solo nel nord di Gaza, il regime ha inghiottito il 54,7 percento del territorio. Priva di una vera vittoria sul campo di battaglia, Tel Aviv ha sostituito il successo militare con il furto permanente di terre per soddisfare le richieste interne di conquista.

La famigerata linea gialla

ll regime israeliano sta tracciando una “linea gialla” attraverso Gaza per consolidare ciò che ha sempre desiderato: il territorio palestinese. La linea gialla non è un confine riconosciuto a livello internazionale, funziona come una demarcazione militare de facto associata ad accordi di cessate il fuoco e imposta attraverso il controllo operativo israeliano. In alcuni punti, è segnata da barriere di cemento dipinte di giallo, corridoi sgomberati e zone ad accesso limitato. Essa modella gli spostamenti dei civili e il controllo territoriale senza costituire un confine formalmente delimitato. In effetti, costituisce un furto territoriale con un’immagine migliore, rendendo operativo il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la continua colonizzazione di Gaza. Giorno dopo giorno l’esercito sionista avanza, seppellendo le prove del genocidio contro la popolazione palestinese.

di Sebastiano Lo Monaco

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