Gaza: Israele ha distrutto l’infanzia

Gaza – “L’essenza stessa dell’infanzia è stata distrutta”, questo è il titolo di un rapporto lungo 94 pagine pubblicato dalla Commissione Internazionale Indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati da Israele. Un documento importante e dettagliato su cosa abbia significato la guerra d’invasione portata avanti dal regime sionista e del costo che hanno pagato i minori palestinesi. Ad essere attenzionati sono i periodi dal 7 ottobre 2023 al 31 marzo 2026; il report si concentra sulle violazioni commesse nei confronti dei minori nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
Israele tace
La commissione ha inviato 13 richieste di informazione alle autorità sioniste; il risultato? Il silenzio.
Le collaborazioni sono arrivate dallo Stato della Palestina e il Ministero della Salute di Gaza.
Il metodo utilizzato è quello delle testimonianze dirette, fonti open source verificate, interviste a personale sanitario, giornalisti e avvocati. Sono stati utilizzati, inoltre, referti medici come radiografie, autopsie, fotografie e filmati.
La parte principale del rapporto riguarda il bilancio umano della guerra. Tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025, almeno 20.179 bambini sono stati uccisi e 44.143 sono stati feriti. I minori rappresentano il 30% delle vittime complessive; oltre cinquemila avevano meno di cinque anni, più di mille erano sotto i cinque anni di vita, quattrocento erano neonati. Migliaia di altri bambini risultano dispersi o sepolti sotto le macerie.
Minori colpiti deliberatamente a Gaza
Il rapporto che dedica ampio spazio al caso di Hind Rajab, la bambina di cinque anni e mezzo, ammazzata insieme ai familiari nel gennaio del 2024. “I militari israeliani disponevano della piena visibilità del veicolo e delle persone che si trovavano all’interno”, stabilisce la commissione che attribuisce, all’esercito sionista, la distruzione dell’ambulanza della Mezzaluna Rossa intervenuta per soccorrere la bambina. Non solo i minori ma anche ospedali, reparti di maternità, orfanotrofi, sistematicamente colpiti e resi inutilizzabili. La parola che attraversa tutto il documento è una: “Genocidio”.
di Sebastiano Lo Monaco



