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Gaza: l’incubo sotto le macerie

Israele si trova ad affrontare un crescente isolamento internazionale in un momento in cui la rimozione delle macerie a Gaza sta rivelando nuovi aspetti dei crimini commessi negli ultimi tre anni. Il recupero dei corpi delle vittime – molte delle quali donne e bambini – non è solo un’operazione umanitaria. Rappresenta anche l’apertura di un fascicolo sui crimini di guerra e sulle possibili dimensioni del genocidio dei palestinesi.

Nella Gaza devastata, le macerie sono più dei semplici resti di edifici distrutti. Sono parte di una scena del crimine, una fossa comune e una testimonianza vivente di tre anni di bombardamenti. Per questo motivo Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite, ha sottolineato la necessità che siano gli stessi palestinesi a occuparsi della rimozione delle macerie, affinché le prove dei crimini non vengano distrutte e i resti delle vittime possano essere identificati.

Sembra che diversivi come le minacce contro l’Autorità Palestinese, l’intensificarsi degli attacchi in Libano e Siria e gli sforzi di Washington per esercitare pressioni sull’Iran, insieme ai piani per espellere i palestinesi da Gaza, siano intesi a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da questo scandalo crescente.

di Redazione

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