Etiopia, esercito uccide 550 combattenti Tigray
L’emittente statale dell’Etiopia ha riferito che l’esercito etiope ha ucciso 550 combattenti del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf), mentre il conflitto nello Stato più settentrionale del Paese continua ad aggravarsi.
Martedì scorso, il capo del Tplf, Debretsion Gebremichael, ha accusato il vicino governo eritreo di aver lanciato attacchi allo stato del Tigray. L’accusa è stata negata sia dal governo eritreo che dall’esercito nazionale etiope.
Un portavoce del comitato di emergenza del governo federale, Redwan Hussien, ha dichiarato martedì che c’è ancora una possibilità di dialogo tra il governo e le autorità del Tigray. Il portavoce ha aggiunto che “gli armamenti presumibilmente sequestrati dalle forze fedeli al Tplf devono essere distrutte, gli individui sotto la custodia delle forze Tigray salvati e quelli che hanno lanciato attacchi devono affrontare la giustizia”.
Nel frattempo, la polizia federale dell’Etiopia ha dichiarato che 17 militari – tra cui alti funzionari – accusati di essere parte di un complotto quando il comando militare del nord è stato presumibilmente attaccato la scorsa settimana sono stati arrestati. Pare che i funzionari abbiano interrotto le comunicazioni tra il comando e il resto delle forze armate nazionali. Non è chiaro se i sospetti abbiano risposto al accuse.
di Redazione