Erdogan: cane che abbaia non morde… Israele

I rapporti tra Turchia e Israele rappresentano uno dei dossier più complessi e ambigui della storia del Medio Oriente moderno, dove calcoli ideologici si intrecciano con il pragmatismo degli interessi e la retorica religiosa e nazionalista si fonde con la logica geopolitica ed economica. Oggi, mentre il presidente turco Erdogan minaccia un’altra richiesta di mandato di arresto internazionale per Netanyahu e lo definisce il “principale nemico della Turchia e dell’umanità”, altre due navi cargo turche si stanno dirigendo verso i porti israeliani di Eilat e Ashdod, trasportando cibo e beni di prima necessità.
Qual è lo scopo delle minacce verbali di Erdogan, se le navi turche continuano ad arrivare in Israele?
Anche durante l’apice del genocidio palestinese nella Striscia di Gaza e del conflitto tra Iran e Israele, il flusso di petrolio e cibo dalla Turchia ai porti israeliani non si è interrotto. Infatti, il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi è rimasto elevato anche dopo il 7 ottobre 2023, nonostante le dichiarazioni ostili della Turchia nei confronti di Israele.
Rapporti delle Nazioni Unite descrivono la Turchia come complice del “genocidio” attraverso le continue esportazioni e gli scambi commerciali condotti tramite Grecia e Palestina. Lo studio affronta anche l’esportazione di munizioni turche verso Israele nel 2026 tramite aziende americane, nonostante il conflitto in corso con l’Iran.
di Redazione



