PalestinaPrimo Piano

E’ guerra nel nord del Libano

Giovanni Sorbello

Tra vecchi conti rimasti in sospeso e nuove “strategie” regionali, nel nord del Libano si torna a combattere. Quella appena trascorsa è la peggiore notte di scontri tra sostenitori e oppositori del presidente Bashar Assad nella città di Tripoli. I combattimenti di questi ultimi tre giorni sono stati contrassegnati da un massiccio utilizzo di armi pesanti, tra cui razzi, colpi di mortaio e granate.

Solo la scorsa notte almeno 47 colpi di mortaio sono caduti sulla città, costringendo molti residenti a cercare rifugio nei sotterranei dei palazzi.
Intorno alle 04:30 di questa mattina, una forza composta da circa 300 miliziani salafiti armati provenienti dal quartiere sunnita di al-Bab Tabbaneh, che sostiene i “ribelli” in Siria, ha tentato di lanciare un’offensiva contro i residenti del quartiere rivale di Jabal Mohsen, fedeli al presidente Bashar Assad. I miliziani salafiti sono stati respinti dai soldati libanesi, che hanno aperto il fuoco con mitragliatrici pesanti.

Da domenica gli scontri tra fazioni hanno provocato la morte di dieci persone, tra cui due soldati, e un centinaio di feriti. Le ostilità hanno avuto inizio quando le truppe governative siriane hanno lanciato una grande offensiva nella città strategica in mano ai “ribelli” di Quseir, vicino al confine con Libano. E’ evidente l’influenza devastante che il conflitto in Siria ha ormai sul nord del Libano e non solo. Infatti, scontri e tensioni si registrano anche a Sidone, dove le milizie salafite anche loro legate ai “ribelli” siriani, hanno provato ad aggredire le abitazioni dei cittadini sciiti di Sidone, scontrandosi con l’esercito libanese. Ormai si è veramente ad un passo da un conflitto che può riaccendere una nuova guerra civile.

Rifaat Eid, capo dei combattenti di Jabal Mohsen e capo del Partito democratico arabo, ha accusato i miliziani armati di Bab al-Tabbaneh di aver provocato gli scontri. “Negli ultimi tre giorni uomini armati di Bab al-Tabbneh hanno sparato contro l’esercito e attaccato gli abitanti del quartiere di Jabal Mohsen”, ha dichiarato Eid in un discorso pubblicato nei quotidiani locali.

Diversi negozi lungo Syria Street, che divide i quartieri in lotta di Bab al-Tabbaneh e Jabal Mohsen, sono stati dati alle fiamme durante la notte. Le scuole, le università e le banche sono rimaste chiuse per il terzo giorno consecutivo.

Ritornano a soffiare su tutto il Libano inquietanti venti di guerra, è tanta la paura tra i libanesi che il Paese possa sprofondare in un conflitto devastante e forse, drammaticamente definitivo. Una resa dei conti sembra imminente, e scatenare il terrore e il modo migliore per provare a mettere le mani una volta su tutte sul Libano. Tanti sono i Paesi, Stati Uniti ed Israele su tutti, che da anni provano a chiudere vecchi conti rimasti in sospeso con la resistenza libanese di Hezbollah. Il Countdown ha avuto inizio.

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Back to top button
Close
Close

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi