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Diritto internazionale e la legge del più forte

La vigliacca aggressione per mano sionista e americana ai danni dell’Iran, è l’ennesimo “assassinio” del diritto internazionale, smantellato lentamente e inesorabilmente. Chi parla ancora di esso deve iniziare a convincersi che l’unico diritto esistente è quello del più forte. Con questa logica nessuno Stato è al riparo.

Diritto internazionale è carta straccia

Questo è il diritto internazionale, carta straccia buona solo per raccogliere le lacrime della anime candide che ancora si appellano alle sue fantomatiche leggi. È la morte dell’articolo 2 che vieta l’uso della forza contro uno Stato sovrano. I morti hanno pesi diversi: quelli “vicini” a noi occidentali pesano un po’ di più di quelli che muoiono di fame o sotto le bombe in Palestina o in Iran. Quanto potevano valere le vite dei 200 bambini iraniani uccisi giorni fa dai missili israeliani?

La legge del più forte

È la nuova arma, la nuova norma, dei rapporti internazionali; delle prove si erano avute nel giugno del 2025 con la “Guerra dei 12 giorni” in Iran, poi con il bombardamento in Nigeria e il 3 gennaio con l’aggressione al Venezuela.

Le voci che hanno condannato questi attacchi sono stati sussurri, dispersi nel vento, il cronicario delle Nazioni Uniti e la mestizia dell’Unione Europea hanno fatto da sfondo a tutto ciò. Gli Stati Uniti sono diventati una nazione anarchica, capace di tutto, guidati da un soggetto ai limiti della psicopatia in grado di contraddirsi continuamente.

Come affermato dallo stesso Trump: “L’unico limite è la mia moralità”, la parola diritto cessa di esistere.
Non reagire a queste aggressioni porta alla legittimità di qualsiasi altra violazione futura, così come accaduto in Venezuela e in Iran può accadere a Taiwan, Cuba o altre nazioni già velatamente o meno minacciate fino alla normalizzazione di quella che una volta si chiamava “Legge leonina”.

La doppia morale

L’Occidente è un giano bifronte: tenta di massacrare la Russia con pacchetti di sanzioni che, alla prova dei fatti, stanno nuocendo solo alle nazioni che li propongono. Definisce dittatore Putin ma tace dinnanzi al genocidio dei palestinesi per mano del “macellaio” sionista Netanyauh che scorrazza nei cieli impunemente nonostante il mandato di cattura internazionale. Tace sulla vigliacca aggressione all’Iran, anzi, l’appoggia ammantandola di sacralità perché si sta liberando un popolo dalla dittatura teocratica. Penosi silenzi si innalzano da Bruxelles con la sola eccezione della Spagna, silenzi che annullano e mettono fine alla credibilità di un carrozzone irrilevante, pachidermico e subalterno al padrone a Stelle e Strisce.

di Sebastiano Lo Monaco

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