“D-Day” economico: guerra economica o inizio di una seconda sconfitta?

Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato l’inizio dell’operazione economica più devastante contro l’Iran, “una guerra economica e un isolamento senza precedenti”, definendola “D-Day economico“. In termini militari, il “D-Day” si riferisce al giorno dello sbarco in Normandia nel 1944. In questo modo, Trump mira a creare l’immagine dell’inizio di un’offensiva economica su vasta scala contro l’Iran.
Questo avviene in un momento in cui Trump si trova ancora di fronte allo stesso errore di valutazione commesso all’inizio del conflitto militare, che non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi e ha portato alla sua stessa sconfitta. Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno sottovalutato la capacità dell’Iran di rispondere agli attacchi e di resistere alla pressione, e la guerra non è riuscita a raggiungere gli obiettivi politici dichiarati da Washington.
Ora, dopo il fallimento militare, Trump sta tornando a utilizzare gli strumenti delle sanzioni e della pressione economica utilizzati dai suoi predecessori.
Questo avviene in un contesto in cui gli Stati Uniti si trovano ad affrontare un debito superiore a 43 trilioni di dollari e una forte pressione sul mercato energetico. L’aumento dei prezzi del gasolio, che si attesta intorno ai 5,77 dollari, aumenta i costi di trasporto, agricoltura e produzione, creando pressioni inflazionistiche. Alla vigilia delle elezioni congressuali, la ripetizione da parte di Trump del suo errore di valutazione riguardo alle capacità dell’Iran potrebbe trasformare il “D-Day economico” nell’inizio di una seconda sconfitta strategica.
di Redazione



