Corea del Sud: la controversa questione del sistema di difesa Thaad

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L’installazione del sistema di difesa antimissile statunitense Thaad sta creando diversi problemi alla Corea del Sud, sia a livello internazionale che nazionale. In seguito al posizionamento di quattro nuove batterie antimissile Usa nella base di Seongju, 300 chilometri a sud di Seul, come risposta all’ultimo test nucleare effettuato dal regime di Pyongyang, gli abitanti della zona hanno organizzato una serie di proteste. Le manifestazioni, passate perlopiù inosservate nella stampa e nei media internazionali, sono state represse duramente dalle forze di sicurezza sudcoreane, causando una quarantina di feriti.

La scorsa settimana circa 400 persone si sono riunite intorno al perimetro della base per cercare di impedire l’accesso all’area militare, con camion e catene umane. Come risposta Seul ha schierato circa 8.000 poliziotti. Il risultato? Almeno una decina di feriti.

Thaad Corea del Sud

Secondo quanto dichiarato dal ministero della Difesa della Corea del Sud, l’installazione sarebbe solo provvisoria in quanto la possibilità di un dispiegamento permanente verrà presa in considerazione solo in seguito ai test e agli studi relativi all’impatto ambientale dell’intero sistema di difesa. Le nuove batterie sono state sistemate in un ex campo da golf a 18 chilometri dalla città di Seongju.

L’opposizione al Thaad di Cina e Russia

Il dispiegamento del sistema anti missilistico Thaad il 4 settembre da parte del governo di Seul non ha fatto che aumentare la tensione nella regione, soprattutto con la Cina e con la Russia che avvertono future reazioni militari per controbilanciare il dispiegamento delle forze. Con il Thaad, infatti, la Corea del Sud viene totalmente integrata nella rete di difesa missilistica statunitense a livello globale.

Inoltre le batterie missilistiche installate sono a lunga gittata, mentre per colpire Pyongyang dovrebbero essere usati missili a breve gittata. Verrebbe così meno la motivazione difensiva “ufficiale” del sistema Thaad, rivelando invece la più ampia ragion d’essere nel pieno controllo di una zona che finora è stata predominata dalla Cina e, in parte, dalla Russia.

di Irene Masala

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