Medio Oriente

Chomsky: assassinio generale Soleimani è terrorismo internazionale

Rinomato studioso americano e attivista politico Noam Chomsky ha dichiarato recente che l’assassinio dell’alto comandante iraniano, generale Qassem Soleimani è un atto di ‘terrorismo internazionale’, se non peggio. Chomsky ha rilasciato queste dichiarazioni al quotidiano indiano Hindustan Times. L’atto terroristico statunitense di assassinare il generale Soleimani, il più efficace a combattere Daesh, Al-Nusra e Al-Qaeda è estremamente pericoloso. Chomsky, un convinto critico della politica estera americana e del ruolo militare d’oltremare di Washington, ha affermato che l’assassinio in Iraq è stato una violazione del diritto internazionale. “Il diritto internazionale è abbastanza esplicito su queste questioni. Impedisce la minaccia o l’uso della forza negli affari internazionali, con strette eccezioni che chiaramente non si applicano qui”, ha aggiunto lo studioso. 

Chomsky: dominio potenza militare americana nella regione nettamente inferiore

L’attivista politico ha anche affermato che non vi è alcun segno che la presenza dell’esercito americano in Asia occidentale diminuirà nelle prossime settimane e mesi. Tuttavia, ha sostenuto che il dominio della potenza militare americana nella regione è nettamente inferiore rispetto al 2003, quando gli Stati Uniti sostenuti dal Regno Unito hanno invaso l’Iraq, il peggior crimine di questo millennio”, ha dichiarato Chomsky. 

Sfidando le richieste da parte dei funzionari iracheni di ritirare le truppe statunitensi dal paese arabo, il presidente Donald Trump ha dichiarato la scorsa settimana che le truppe americane non dovrebbero lasciare l’Iraq a meno che Baghdad non paghi “il denaro che abbiamo messo” nel Paese negli ultimi anni. Trump ha dichiarato al Primo Ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi che l’Iraq “dovrebbe rimborsare gli Stati Uniti per i suoi investimenti nel Paese negli ultimi anni”, ha riferito Fox News.

Iraq chiede l’espulsione delle truppe Usa

La scorsa settimana, Abdul-Mahdi ha chiesto alle truppe americane di lasciare l’Iraq dopo che il Parlamento del Paese ha approvato una risoluzione che chiedeva l’espulsione di tutte le forze straniere dall’Iraq. Il Dipartimento di Stato americano ha respinto senza mezzi termini la richiesta. Il voto è arrivato due giorni dopo che gli Stati Uniti hanno assassinato il Generale Soleimani, il comandante della Forza Quds dell’Irgc e il secondo in comando delle Unità di mobilitazione popolare irachene, Abu Mahdi al-Muhandis, in un attacco aereo vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad. Il Primo Ministro Abdul-Mahdi ha chiesto al Segretario di Stato americano Mike Pompeo di “inviare delegati per mettere in atto gli strumenti per eseguire la decisione del parlamento”. Tuttavia, il Dipartimento di Stato ha dichiarato che Washington non terrà discussioni con Baghdad sul ritiro delle truppe statunitensi.  

di Yahya Sorbello

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