Ceuta, la mano sionista dietro l’invasione

“La pagheranno”, questa fu la minaccia lanciata da Trump verso il governo di Pedro Sanchez, reo a suo dire, di “non aver aiutato” gli Stati Uniti nella guerra all’Iran. Chi invece ha agito in silenzio ed ha eterodiretto la “spontanea” invasione di Ceuta è l’entità sionista. Le ruggini tra la Spagna e Israele sono iniziate dal momento in cui, il governo socialista ha riconosciuto non solo il genocidio, ma anche lo Stato della Palestina.
Inoltre, la Spagna ha concluso degli affari con l’Algeria da dove prende la maggior parte del gas, e questo non viene visto di buon occhio sia dal Marocco che da Israele, da sempre rivale di Algeri. Tornando ad Israele, una parlamentare spagnola, Tesh Sidi, della coalizione Sumar, ha invitato a leggere quanto accaduto nel quadro del più ampio rapporto tra Marocco, Stati Uniti e Israele, collegando anche la posizione spagnola sulla guerra tra Iran e Israele (fonte El Pais 31 Luglio 2026). Contemporaneamente, sul quotidiano spagnolo Ynet è apparsa un’analisi che interpreta l’invasione di Ceuta come una dimostrazione della capacità di Rabat di usare il controllo della propria frontiera come leve geopolitica all’interno dell’asse Stati Uniti-Marocco-Israele (fonte Ynet).
Ceuta: prodromi alla crisi
Aprile 2026, alcuni media israeliani avevano messo sul tavolo la possibilità che Israele potesse arrivare a sostenere le rivendicazioni marocchine su Ceuta e Melilla, dinamica geopolitica che va letta all’interno del rafforzamento dell’asse Marocco-Israele, notizia che viene poi ripresa dalla stampa spagnola (fonte Infobae, 28 Aprile 2026).
Non fu qualcosa che passò in secondo piano, tanto che venne convocata l’ambasciatrice israeliana in Spagna, Dana Erlich, che negò ogni addebito al suo governo (fonte Infobae 29 Aprile 2026).
Nel maggio 2021, durante una crisi diplomatica tra Spagna e Marocco, la frontiera di Rabat cessa i controlli e migliaia di persone entrano nell’enclave ispanica: il motivo? Madrid aveva concesso l’ingresso in Spagna a Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario.
Che l’entità sionista faccia parte del “gioco” messo in atto non è solo una teoria strampalata; lo hanno messo nero su bianco una deputata del congresso spagnolo e un’analisi pubblicata da Ynet.
di Sebastiano Lo Monaco



