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Carceri italiane, il caldo aumenta la sofferenza

Come sempre accade nel mese di agosto, il rapporto Antigone mette in evidenza la situazione ormai fuori controllo delle carceri italiane. Con i 40 e passa gradi dei mesi di luglio e agosto, all’interno dei penitenziari, tra sovraffollamento e manufatti vetusti, si sopravvive tra leggi bandiera e promesse mai mantenute.

I 40 gradi vengono ormai abbondantemente superati quotidianamente, non esiste differenza tra il mattino e la sera, condizioni già proibitive per chi vive fuori che diventano al limite della sopravvivenza per coloro che si trovano a scontare la pena nelle carceri italiane, tra sovraffollamento e caldo estremo.

L’associazione Antigone ha presentato un rapporto che illustra, in modo drammatico, le condizioni non solo dei detenuti ma anche del personale della polizia penitenziaria che si trova ad operare in un clima di assoluta inadeguatezza. Le celle sono sature a livelli record del 2013 anno in cui, l’Italia, venne sanzionata con la condanna Torreggiani dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. All’epoca si denunciava scarsità di ventilatori e frigoriferi, finestre schermate che bloccano il passaggio dell’aria e mancanza di acqua corrente. Il 60% dei detenuti costretto alla “custodia chiusa” vista la mancanza di personale, infestazione di insetti e roditori e il massiccio utilizzo di sedativi e ipnotici assunto dal 46% dei detenuti. Inoltre, si denunciavano decine di suicidi all’anno.

Carceri italiane oggi

Il rapporto Antigone si sofferma sull’allarme lanciato dal Comitato Europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa; la richiesta agli Stati membri partecipanti era quella di intervenire urgentemente per ridurre l’impatto del cambiamento climatico sulle vite dei detenuti e del personale. La risposta del governo Meloni? Il silenzio.

Ci sono poi i numeri, eloquenti: al 28 luglio si contano 64,741 detenuti a fronte di 46,343 posti disponibili con un tasso di affollamento reale al 139,7% che, in cinque regioni, supera il 150%. Situazione disperata in Puglia dove in aree da cento posti ci sono 180 detenuti. Pessima anche la situazione in Molise, Basilicata e Lombardia.
Ci sono poi casi di sovraffollamento come Lucca (256,8%) e Milano San Vittore (223,6%).
Nelle 72 visite effettuate da Antigone, nel 44% degli istituti vi sono delle celle in cui lo spazio calpestabile è inferiore al limite minimo di 3mq a persona.

Populismo penale

Dal Decreto Rave del 2022 si possono contare almeno dieci provvedimenti basati sulla “pancia” della popolazione, ossia trattare, sistematicamente, gli eventi di cronaca con una logica emergenziale intensificando l’uso della custodia cautelare. Nella pratica, il governo Meloni sta trasformando lentamente le carceri in polveriere pronte ad esplodere.

di Sebastiano Lo Monaco

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