Carburante Isis venduto in Bulgaria

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Secondo quanto riportato recentemente dal quotidiano Trud, i servizi segreti russi hanno scoperto una via di rifornimento illegale per il carburante attraverso i porti bulgari di Varna e Burgas. Le prove sono rappresentate da immagini satellitari che testimoniano chiaramente come il carburante passerebbe per una delle vie più usate dai miliziani Isis per i rifornimenti verso l’Europa.

In particolare, il giornale ha sottolineato come i sistemi elettronici di gestione del traffico marittimo abbiano registrato sospetti stazionamenti di molte petroliere in sette porti turchi sia sul Mar Nero che sul Mediterraneo, per il rifornimento di carburante prima di raggiungere le reali destinazioni come la Grecia e la Bulgaria.

In base alle prove raccolte, le autorità bulgare hanno dato il via ad un controllo su larga scala di tutte le stazioni di rifornimento, ponendo particolare attenzione al controllo del carburante dal momento che il prodotto contrabbandato sarebbe di infima qualità, non in linea con le normative dell’Unione Europea.

Nel 2015, il Ministero di Difesa Russo ha presentato prove che dimostravano il contrabbando di grossi quantitativi di petrolio attraverso il confine siriano-turco. Secondo quanto ampiamente documentato da Vitaly Churkin, inviato russo alle Nazioni Unite, il contrabbando di greggio dell’Isis, principalmente attraverso la Turchia, frutta e garantisce ai miliziani e ai loro alleati regionali 1,5 milioni di dollari ogni giorno.

di Redazione

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