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Bint Jbeil: il regime sionista ha distrutto l’80% della città

Nella città di Bint Jbeil, nel Libano meridionale, otto case su dieci sono state distrutte dal regime sionista. Oltre l’80% della città è stato completamente raso al suolo e più di duemila edifici sono stati rasi al suolo. Una cifra equivalente ad almeno cinquemila unità abitative. Il comune di Bint Jbeil ha annunciato che anche la parte restante del tessuto urbano ha subito danni minori.

Secondo un articolo del quotidiano libanese Al-Akhbar, per chiarire la portata dei crimini del regime sionista contro la città di Bint Jbeil, il comune ha annunciato la completa distruzione di 11 centri educativi e danni anche a ospedali e centri di soccorso. Le reti idriche ed elettriche della città sono state distrutte, centinaia di attività commerciali nel mercato cittadino sono scomparse e terreni agricoli e alberi secolari sono stati devastati. Il risultato è che il regime sionista ha trasformato Bint Jbeil in una terra inabitabile.

Queste statistiche sono contenute nel rapporto “Bint Jbeil; La memoria di un crimine”, redatto dal comune di questa città. Il rapporto documenta i danni causati dalle aggressioni del regime sionista tra il 2023 e il 2026, basandosi su mappe, immagini aeree, rilievi sul campo, registri comunali e dichiarazioni di residenti e proprietari di centri e istituzioni danneggiati. Il rapporto afferma che il regime sionista a Bint Jbeil ha causato tre tipi di distruzione: la distruzione di case, la cancellazione della memoria e l’incendio di terreni.

Bint-Jbeil

1.500 famiglie sfollate e il crollo della proprietà immobiliare

Secondo questo rapporto, gli abitanti di Bint Jbeil che vivevano ancora in città hanno perso tutti i loro beni e il numero di famiglie sfollate da Bint Jbeil supera attualmente le 1.500 unità. Prima della guerra, l’81% delle famiglie in questa città possedeva la propria casa, ma questa percentuale è ora scesa a solo il 3%. Al contrario, la quota di famiglie in affitto è aumentata al 74,6%.

Il regime sionista non solo ha distrutto il tessuto urbano di Bint Jbeil, ma ha trasformato la città in un luogo inabitabile. Due centrali elettriche appartenenti al comune di Bint Jbeil, situate nelle zone di “Saf al-Hawa” e “Al-Baraka”, che insieme disponevano di 13 generatori, sono state distrutte. Anche le reti interne di elettricità e acqua sono state completamente annientate.

Presso la stazione idrica di Saf al-Hawa, un serbatoio con una capacità di 900 metri cubi è stato completamente distrutto, mentre un altro serbatoio con una capacità di duemila metri cubi ha subito danni. Anche l’impianto a energia solare che manteneva operativa la stazione e riforniva d’acqua otto città è stato quasi completamente distrutto.

5mila case distrutte

Nel settore residenziale, il comune di Bint Jbeil ha annunciato che l’entità dei danni va ben oltre ciò che si può definire semplicemente “danni ingenti”, stimando il numero di unità abitative distrutte in circa cinquemila unità.

Nel solo centro di Bint Jbeil, oltre 500 edifici sono stati demoliti in un’area che comprende “Ain al-Saghira”, il quartiere “Al-Jami'” e il quartiere “Al-Baraka”, così come la “Piazza Vecchia” e il quartiere “Al-Jama’neh”. La Grande Moschea di Bint Jbeil, la cui costruzione risale a più di 400 anni fa, non è stata risparmiata dalla distruzione ed è stata completamente rasa al suolo.

La parte occidentale di Bint Jbeil, le zone di “Al-Awaini” e “Al-Qila’”, così come quelle di “Tal Mas’oud”, “Shal’aboun” e “Saf al-Hawa”, sono state prese di mira e distrutte. Nella parte orientale della città, i quartieri di “Ain al-Kabira” e “Al-Maslakh” sono stati quasi completamente rasi al suolo. Nella parte meridionale della città, l’area devastata si è estesa a gran parte delle zone di “Al-Wadi”, “Al-Doura”, “Aqabat Salha” e “Aqabat Maroun”, includendo anche i terreni agricoli circostanti.

Scuole e centri educativi distrutti a Bint Jbeil

La distruzione non si è limitata alle abitazioni e, secondo il comune, il regime sionista ha causato una sorta di distruzione urbana in questa città.

Nel settore dell’istruzione, il comune di Bint Jbeil ha registrato la completa distruzione di 11 centri educativi su un totale di 14. Tra questi figurano il liceo pubblico, la sede distaccata della Facoltà di Scienze dell’Università Libanese, il Centro di Formazione Insegnanti, la scuola tecnica intitolata alla martire “Rani Bazzi” e l’Istituto Tecnico. Sono state distrutte anche diverse scuole e istituti privati, tra cui le scuole “Al-Mahdi” e “Al-Mabarrat”.

Ospedali e centri di soccorso in macerie

Nonostante l’evacuazione degli ospedali a Bint Jbeil, anche le strutture mediche non sono state risparmiate dalla distruzione. Questo rapporto descrive l’attacco all’ospedale “Salah Ghandour”, la distruzione di parti dell’ospedale governativo di Bint Jbeil e la distruzione e il bombardamento dei centri di soccorso.

Anche le ambulanze e gli operatori dei soccorsi sono stati presi di mira. Un magazzino farmaceutico è stato distrutto, così come la maggior parte delle farmacie di Bint Jbeil.

Il mercato di Bint Jbeil: l’economia urbana tra le rovine

Nel settore economico, il comune di Bint Jbeil ha registrato la completa distruzione di oltre 500 unità commerciali e la distruzione parziale di altre 200. Gran parte del mercato cittadino è stata distrutta, e anche l’edificio della società “Ojero”, il centro servizi per lo sviluppo e alcune parti del palazzo del governatorato hanno subito danni. Anche le principali strutture sportive, dallo stadio comunale ai campi da basket, dai campi da calcetto alle piscine, non sono state risparmiate dalla distruzione.

Distruzione di oltre il 70% del settore agricolo

Al di fuori del tessuto urbano, il comune di questa città ha stimato che i danni diretti al settore agricolo superino il 70%. Tali danni sono dovuti alla distruzione e al livellamento di terreni e frutteti, al taglio e allo sradicamento di alberi secolari e al danneggiamento di oltre il 70% degli alberi lungo le strade.

di Redazione

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