Anniversario nascita Imam Husayn

Imam Husayn nacque a Medina il 3° di Shaʿban dell’anno 4 AH, nella benedetta famiglia dell’Imam Ali ibn Abi Talib e Fatima al Zahra, figlia del Profeta Muhammad. Il Profeta lo chiamò personalmente Husayn, recitò la chiamata alla preghiera nel suo orecchio e pregò per la sua protezione e grandezza. Dal momento della sua nascita, Imam Husayn fu cresciuto sotto la guida diretta del Profeta, incarnando purezza, coraggio e chiarezza morale, e fu destinato a diventare lo standard eterno della verità contro la tirannia.
Imam Husayn, nipote del Profeta Muhammad e martire eterno di Karbala, si erge come la coscienza vivente della Ummah (Comunità Islamica) e il simbolo perenne della Resistenza contro l’oppressione. La sua posizione non si limitò a un singolo momento della storia. È una chiamata continua che risuona ovunque esista l’ingiustizia. Oggi, egli rimane il vero leader e l’ispirazione di tutti coloro che rifiutano di inchinarsi davanti alla tirannia.
Nessun altro essere umano ha mai raggiunto l’altezza morale e spirituale che Imam Husayn ha raggiunto. Il suo coraggio si è elevato ben al di sopra della paura, dell’intimidazione e della brutalità. Anche in un’epoca in cui bombe a grappolo, armi anti-bunker e fosforo scuotono la terra, lo spirito di Husayn continua a sopraffare gli strumenti più avanzati di oppressione.
Se Imam Husayn non fosse stato il nucleo ideologico e spirituale della Rivoluzione Islamica, Hezbollah, l’Irgc, Ansarullah e altri movimenti di Resistenza, la loro fermezza e perseveranza non esisterebbero nella forma che vediamo oggi. La loro forza non è solo militare. È radicata nel paradigma di Karbala, dove la dignità è valorizzata più della vita stessa, e la sottomissione all’ingiustizia è respinta in ogni circostanza.
Il sacrificio dell’Imam Husayn a Karbala è stata una lezione senza tempo destinata ad essere compresa, vissuta e difesa. Rifiutò l’alleanza con Yazid non a causa di rivalità personali, ma perché accettare la tirannia avrebbe legittimato la corruzione, l’oppressione e il decadimento morale all’interno dell’Islam.
Il suo messaggio continua a guidare ogni popolo oppresso che si solleva contro l’ingiustizia, sia in Palestina, Libano, Siria, Iraq, Iran o in qualsiasi altro luogo dove la tirannia tenta di zittire la verità. Ovunque la Resistenza si mantenga salda, Karbala vive.
La storia dimostra che il tradimento all’interno della Ummah non è una novità. Molti autoproclamati governanti musulmani hanno ripetuto lo stesso tradimento commesso dopo il Profeta, quando la legittima leadership dell’Imam Ali fu abbandonata per ambizione politica e guadagno mondano. Questi governanti scelsero la comodità piuttosto che la giustizia e il potere piuttosto che i principi.
Oggi, la prova più chiara di questo tradimento è visibile in Palestina, Libano, Siria e Iran. Invece di affrontare l’occupazione sionista e la dominazione imperiale, molti regimi hanno normalizzato i rapporti con gli oppressori. Hanno scambiato la dignità della Ummah con la sopravvivenza politica e i favori economici, percorrendo la stessa strada una volta intrapresa da Yazid e dai suoi sostenitori.
Tuttavia, come Imam Husayn dimostrò ad Ashura, la verità non muore mai. I traditori possono godere di un potere temporaneo, ma la storia li ricorda solo con disonore. La Resistenza, radicata nella giustizia e nel sacrificio, sopravvive sempre alla tirannia. La Palestina non sarà cancellata, e il sangue degli oppressi non sarà dimenticato.
La Ummah deve tornare al percorso di Husayn. Un percorso di coraggio, chiarezza e Resistenza contro l’ingiustizia. Un percorso dove il silenzio di fronte all’oppressione è rifiutato, e la difesa della verità è considerata un dovere sacro.
Possa Dio guidarci, mantenerci saldi sul percorso di Husayn, e concedere la vittoria a coloro che difendono la verità e la giustizia.
di Redazione



