
Non sarebbe potuta andare diversamente data la piccolezza della classe politica; la pusillanimità dei singoli ha concesso agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi in Italia nell’ambito dell’aggressione all’Iran. La Meloni scappa dal Parlamento impossibilitata a ripetere il mantra “Aggressore e aggredito”; Crosetto, recuperato in extremis, dice che “l’aggressione è fuori dalle regole internazionali” ma è passata ormai una settimana.
Le basi in questione
Aviano, Camp Derby, Capodichino, Gaeta, Sigonella, Longare, queste le maggiori basi a completa disposizione degli Usa. “L’uso potrà essere autorizzato solo con un’autorizzazione del governo italiano”, questo secondo la Meloni che ha poi aggiunto: “Non credo che succederà”. Non solo questo è stato concesso; vi sarà anche una difesa anti-area e anti-missilistica per aiutare i Paesi del Golfo e, con buona probabilità, sarà mandata una nave militare per tutelare gli interessi dell’Europa dalla “minaccia iraniana”: la possibile destinazione? Cipro. Questi sono gli impegni del governo che partecipa allo “sforzo comune” per sostenere gli Stati membri della Ue.
Aggressione all’Iran e Tafazzismo europeo
E poi c’è L’Unione Europea, un gruppo di tafazzisti che marciano uniti accanto agli aggressori; l’unico a tenere la schiena dritta, al momento, è stato lo spagnolo Sanchez che ha rimandato al mittente le richieste degli Stati Uniti. La Spagna si era già distinta quando rifiutò di portare al 5% del Pil le spese per la difesa.
Il resto della ciurma ha abbassato la testa come sono soliti fare i servi dinnanzi al padrone di turno.
Miopico vassallaggio che non porta a vedere l’unica cosa certa: che il conflitto, ancora una volta, colpirà duramente l’Europa e i suoi interessi strategici.
Il cronicario europeo si suicida considerandosi alleato degli Stati Uniti e dell’entità sionista, che li reputano talmente servi da non avvisare nemmeno quando parte l’attacco all’Iran. Una sindrome di Stoccolma più che una sudditanza che porta l’Europa ad avallare una guerra che infliggerà un K.O. all’economica: nei due giorni seguenti l’attacco, le Borse europee hanno bruciato 870miliardi di dollari di capitalizzazione.
di Sebastiano Lo Monaco



