Afghanistan e l’ipocrisia dell’Occidente

Afghanistan – Il nuovo regolamento della Ue offre ai talebani un corridoio per l’incontro di Bruxelles. Sono cinque i talebani invitati, di questi, due sarebbero stati condannati dalla Cpi per crimini.
Rimpatri di cittadini afghani
Uscita la notizia si sono rincorsi i distinguo e le spiegazioni: Markus Lammert, il portavoce della commissione europea per gli affari interni, si affretta a precisare che “l’incontro non implica un riconoscimento del governo talebano, ma offre l’opportunità di stabilire dei contatti con altri Stati membri che tratteranno i rimpatri.
Per i talebani, invece, la cosa possiede un’altra lettura: la possibilità di aprire sedi consolari in Europa.
Rimpatri e voti
I rimpatri dovrebbero avvenire solo verso Paesi sicuri e che rispettino i diritti umani, eppure questo non vale per l’Italia. Ritenere l’Afghanistan paese sicuro, però, sarebbe troppo anche per la Meloni costretta a rincorrere le politiche di “pancia” di Vannacci. In ogni caso, l’Europa, ha ospitato i talebani e lo stesso Belgio potrebbe ricorrere a fantomatiche sanzioni per non aver arrestato i due condannati dalla Corte penale internazionale.
Sanzioni fantomatiche come quelle che non sono arrivate all’Italia quando rimandarono, con tanto di volo di stato, scorta della Digos a seguito, Al-Masri in Libia.
Quanti afgani da rimpatriare?
Sarebbero un centinaio e, sempre per rimanere nel campo delle ipotesi, non si conoscono nemmeno i reati perché non esiste un database europeo in grado di verificare retati e condanne. Il tutto è in mano ai governi (Polonia e Germania hanno iniziato i rimpatri) che si dovranno prendere la responsabilità di rimandare, in un Paese sicuro come l’Afghanistan, i presunti criminali.
di Sebastiano Lo Monaco



