Accordo della Mecca: stabilità o collasso imminente?

L’Accordo della Mecca tra Riyadh, Ankara e Islamabad riflette più l’interesse unilaterale dell’Arabia Saudita che un segno di reale convergenza.
Lo svolgimento dell’incontro alla Mecca ha rivelato il peso preponderante di Riyadh. La presenza della Turchia, in quanto “membro della NATO”, ha inoltre contribuito all’ambiguità del documento: si tratta di un supplemento dipendente dalla NATO o di un accordo indipendente senza una chiara prospettiva?
La geografia dei tre Paesi, situati a sud, est e ovest dell’Iran, evidenzia il lato anti-iraniano di questo accordo. Sebbene si affermi che l’accordo non sia contro alcun Paese, in particolare contro l’Iran, la realtà geografica e i nuovi equilibri imposti dall’Iran nella regione e nello “Stretto di Hormuz” dimostrano il contrario.
L’Accordo della Mecca è stato firmato in un clima in cui si percepiva un senso di “fallimento di Washington” e Riad cercava di colmare il vuoto di sicurezza causato dall’indebolimento della presenza americana nella regione. L’evidente conflitto di interessi tra questi tre Paesi nei blocchi economico, politico e globale rende irraggiungibile qualsiasi allineamento pratico.
Il precedente accordo tra Pakistan e Arabia Saudita non ha reagito ai cinque mesi di attacchi iraniani e delle forze della Resistenza sul territorio saudita, limitandosi a caute dichiarazioni. Questo, di per sé, dimostra la debolezza di tali accordi nella regione. Turchia e Pakistan non possono accettare il rischio nemmeno contro lo Yemen, poiché i loro interessi commerciali a Bab al-Mandab potrebbero essere gravemente danneggiati.
Accordo della Mecca e ambiguità
Il testo dell’Accordo della Mecca non fornisce una definizione precisa di “azione congiunta” contro l’aggressore, aumentando le ambiguità. D’altro canto, il Pakistan da anni ambisce ai dollari sauditi, illudendo l’Arabia Saudita con la promessa di sicurezza, e questo accordo potrebbe seguire la stessa strada.
L’esperienza di coalizioni simili, inclusa la coalizione di 19 nazioni in Yemen, rapidamente dissolta, solleva seri dubbi sulla sostenibilità di questo documento di difesa. L’unico aspetto positivo dell’accordo della Mecca può essere considerato “la rivelazione dell’apparente sfiducia degli alleati statunitensi nella regione nei confronti di Washington”.
di Redazione



