AttualitàDiritti Umani

Flotilla: crudeltà sionista e ipocrisia italiana

Il video dell’arresto degli attivisti della Flotilla, in cui si vede Ben Gvir ridicolizzare gente inerme, ammanettata, spaventata e in stato di costrizione psichica e fisica, può fare indignare giusto chi si rifiuta di aprire gli occhi su cosa è e cosa fa Israele. Quanto accaduto alla Flotilla non è l’eccezione ma la regola.

Le immagini dei corpi degli attivisti lasciano solo immaginare le sofferenze e le angherie subite.
Ematomi sulla schiena, sulle gambe, bruciature da teaser, costole incrinate e occhi gonfi. Questo è quello che si nota sul fisico dei 14 attivisti rientrati in Italia, gli altri 12 dovrebbero arrivare questo fine settimana.

Il sequestro avvenuto ancora una volta nelle acque internazionali e le testimonianze delle torture finiranno sulla scrivania del P.M. Stefano Opilio e Lucia Otti, coordinati dal Procuratore Francesco Lo Voi.
La Procura di Roma ha già un fascicolo aperto per quanto successo nelle acque di Creta tra il 29 e il 30 aprile 2026, i fatti degli ultimi giorni confluiranno nello stesso fascicolo insieme al video di Ben Gvir.

Welcome to Israel

Questo veniva urlato dai militari sionisti agli attivisti arrestati e trasferiti nella nave prigione; tra gli arrestati anche il giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani e il deputato dei 5 Stelle, Dario Carotenuto. Urla, minacce, posizioni scomode, sporcizia, numeri al polso e una prigione all’aperto sul ponte di una nave: caldo torrido durante il giorno e freddo la notte.

“Quello che abbiamo subito noi”, scrive Mantovani, “è niente rispetto a quello che è costretta a subire quotidianamente la popolazione di Gaza”. Quando si sparge la notizia che tra gli arrestati ci sono un giornalista e un deputato, racconta sempre Mantovani, l’atteggiamento dei militari cambia, i due vengono staccati dal gruppo e portati in una cabina fatiscente.

Flotilla: ipocriti squittii italiani e silenzio europeo

Meloni, Mattarella e Tajani si sono dimostrati deboli, pavidi, quasi inermi così come il resto d’Europa, un continente sempre più lacerato, diviso, inutile. Non è stato ritirato l’ambasciatore (gesto solo simbolico), non è cambiata la posizione sull’accordo commerciale tra UE ed Isralele. L’unica idea della Kallas, è stata quella di proporre delle sanzioni individuali a Ben Gvir. Eppure la voce italiana era stata forte e decisa quando si trattò della Svizzera e di quello che successe a Cras Montana (40 morti di cui 6 italiani), l’ambasciatore venne richiamato e tenuto in Italia per tre mesi. La sudditanza nei confronti dell’entità sionista non conosce vergogna, genuflettersi e rimanere in silenzio è ormai prassi consolidata.

di Sebastiano Lo Monaco

Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi